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Summer Comics: storia di una evoluzione

I cartoni animati, io, li guardo da quando ero piccola. Con mio padre vedevo L’uomo tigre e Ken il guerriero (alla faccia del MOIGE, sono cresciuta sana e con ottimi principi morali; amo leggere e mi sono laureata), con mia madre Lady Oscar e, dopo aver fatto i compiti, non mi perdevo una puntata di qualsiasi cosa vagamente simile a un cartone animato venisse mandato in onda anche su canali sconosciuti al mondo intero. Non sapevo ancora che cosa fossero gli anime e i cartoni occidentali, e solo dopo anni ho capito che fin da piccola ho avuto una predilezione per gli anime.

Quando andavo a scuola, i miei compagni di classe parlavano di telefilm come Beverly Hills e alle medie si passò a quelli francesi come Primi baci ed Helen e i suoi amici . Io li seguivo perché venivano trasmessi prima o dopo Bim bum bam, e giusto per non essere tagliata fuori dalle conversazioni, ma non è che stravedessi per loro; insomma, le trame erano carine, ai personaggi mi affezionavo pure, ma non erano di quelle serie di cui non avrei perso neanche mezza puntata.

Al liceo, poi, Giuseppe mi parlò di questa gente che scriveva fanfiction su un sito chiamato EFP. Io, che di storie ne scrivo fin da quando ero piccola, mi incuriosii e ci feci un giro: era ancora piccolo, come sito, ed Erika manualmente inseriva sia le storie che le recensioni. Così, per curiosità, ne mandai qualcuna.
Qualche mese prima, inoltre, Veronica portò a scuola un volume di Ranma 1/2 (quello in cui si parla di Collant Taro, prima edizione “Neverland” della Star) e mi disse dove l’aveva acquistato. Era l’aprile del 2000 quando comprai il mio primo volume di City Hunter (il penultimo, mortacci alla sfiga!) dalla cartoleria Paper House.

Ma la svolta arrivò con la fine del liceo. Più o meno durante il periodo prima degli esami, girovagando in rete, scoprii Fanfiction.it. La mia casa. La mia famiglia. Il luogo dove, per la prima volta, ho conosciuto gente appassionata come me, con cui potevo parlare sia in chat che sul forum. Lì conobbi tante, tantissime persone, alcune delle quali ancora nella mia vita.
Ovviamente, un luogo in cui parlare di anime e manga allarga moltissimo i tuoi orizzonti: scoprii l’esistenza degli anime fansubbati, delle scanlation e, complice il fatto che avessi da poco iniziato l’università e quindi avessi iniziato a bazzicare Bari, seppi che in Italia venivano pubblicati molti più manga di quelli presenti nelle cartolerie della mia città. Fu in quell’anno che conobbi Neverland, la mia fumetteria di fiducia in quel di Bari.

Ci conoscevamo tutti così, allora. Tramite forum o siti che parlavano di questi argomenti. Perché, almeno dalle mie parti, parlare di queste cose era una cosa strana. E tu che ne eri appassionato eri visto come un essere strano e fuori dal mondo. Manco fossi un marziano, insomma. Chiariamoci, a me, di essere vista diversa dagli altri, non è mai importato un fico secco. Però non tutti la pensavano come me. Io sbandieravo ai quattro venti che amavo i manga, mentre molti lo tenevano nascosto, quasi fosse una malattia. Trovare qualcuno che leggeva manga – e, udite udite, fanfiction! – ti faceva provare la stessa sensazione che sentì Robinson Crusoe quando conobbe Venerdì.

Poi, ovviamente, le cose sono cambiate: le fanfiction adesso vengono pubblicate come originali e vendono pure, e gli eventi dedicati ai manga e agli otaku sono molti di più: la stessa Lucca Comics negli anni ha acquisito una tale importanza che l’anno scorso per il sovraffollamento ci furono degli incidenti e, quest’anno, ho letto, ci sarà un tetto massimo di biglietti in vendita. Anche i manga che arrivano sono molti di più e, complici social network e internet in generale, le case editrici tengono sempre più conto del parere degli appassionati. Non siamo più un gruppetto di nicchia, da additare; siamo un gruppo di persone con una propria passione che non ha nulla da invidiare a tante altre.
Ma la consapevolezza della portata di questo cambiamento, per me, è arrivata ieri.

Sono tre anni che a Bitonto c’è il Summer comics. Il primo anno fu una cosettina piccola, con un evento finale in piazza, con Le Pile Scariche (una cover band che fa canzoni dei cartoni animati), che fu molto apprezzata anche dai non più giovani (li ho visti io, seduti alle loro sedie, che muovevano la testa a ritmo di musica); l’anno scorso ci si spostò al Torrione, ma io scappai fuori subito, tanta era la ressa e il caldo. Quest’anno, invece, l’evento è stato organizzato in una struttura ristrutturata fuori città: non grandissima, ma con un parco abbastanza grande intorno. L’amministrazione ha messo dei pulmini a disposizione (anche se a piedi era fattibilissimo) e dalla stazione ci vogliono dieci minuti soltanto.
È stato… bello. No, non solo perché la manifestazione si è chiusa con un concerto de Le stelle di Hokuto, band cover ormai approdata anche a Lucca o per la gara cosplay che si è tenuta sabato sera. È stato bello perché c’era tanta, tantissima gente: bitontini curiosi, ma soprattutto appassionati, e gente che veniva da altri paesi, nella nostra piccola città, in una zona in fondo fuori mano, per assistere a un evento che, quindici anni fa, quando presi in mano il mio primo manga, non era possibile, qui, da me, neanche nei miei sogni più fantasiosi.
«Quando anche a Bari?» mi chiesi anni fa, mentre per la prima volta andavo al Romics, nel 2005, e a Lucca nel 2008. Ebbene, non solo a Bari – dove al B-Geek sono arrivati ospiti come Manara e ZeroCalcare, citato persino al telegiornale di Rai1, ma addirittura a casa mia. Poter dire che leggo manga e che scrivo fanfiction senza dover, ogni volta, spiegare che cavolo sono e sentirmi gli occhi addosso di chi non capisce e trova tutto questo molto strano. Incrociare per strada, in un bar, in una comitiva, gente con in mano un manga o con una suoneria di un anime o che – addirittura! – conosce persino il tuo nick.
La dimostrazione che tutto scorre e tutto cambia, che anche quando si pensa che non sia possibile, che si è solo una piccola minoranza, strana e folle, alla fine, se ci si impegna e si crede in quel che si è e in quel che si ama, si può arrivare a grandi risultati.
Questo mi ha insegnato il Summer Comics 2015.

“To do list”: aggiornamento di luglio!

Come vola il tempo. È già trascorso più di un mese dalla prova in archivio di Stato e fra pochi giorni anche luglio finirà.
«Ma allora, stai rispettando i punti della To do List che avevi creato poco prima dell’esame?» si starà chiedendo qualcuno (ok, lo so, non se lo sta chiedendo nessuno. Ma, adesso che ve l’ho fatto notare, ve lo state chiedendo tutti, vero?).
Nì, potrei rispondere.
Sì, perché, per esempio, sono passata da Emanuele, a ritirare i manga n sospeso, eh! Anzi, ora che ci penso devo ripassarci di nuovo per i successivi, ma va beh. E sono anche stata in biblioteca, da Natale e dagli altri, anche più di una volta. Il pranzo al RedSky l’ho fatto proprio il giorno in cui sono apparsi i risultati e di gelati da Sandrino abbiamo iniziato a fare incetta proprio il giorno dell’orale.
Quindi, eh, il mio programma lo stavo seguendo. Davvero. Solo che poi, beh, sono sorti degli imprevisti. Piacevoli, ma sono sorti.
La colpa è stata tutta di Anna Maria. Lei ha avuto la bellissima idea di iniziarsi al mondo degli anime e di vedersi Itazura na kiss. Capitemi. Erano i giorni dell’esame, io avevo bisogno di pensare ad altro… e così, un po’ per questo motivo, un po’ per nostalgia, mi sono rivista qualche episodio qua e là.
Potete immaginare quanti danni abbia fatto questa cosa sul mio cervellino malato: all’improvviso, infatti, mi sono ricordata che da qualche parte avevo letto che sarebbe andato in onda il nuovo dorama sul manga. Così, cercando e ricercando, l’ho trovato, ancora in prosecuzione e me lo sono vista. In inglese (ve l’avevo detto che il programma lo sto seguendo, eh!). Quest’ultimo, poi, mi ha ricordato che c’era un live action che volevo vedere: quello di Toshokan sensou, serie che mi era venuta già in mente, perché avevo già pensato di consigliarne la visione alla suddetta Anna. Beh, il film in questione non l’ho trovato, ma ho scovato di meglio: Toshokan sensou: kakumei no tsubasa, ossia il film finale della serie, quello tratto dal quarto volume delle light novel, da cui l’anime è stato tratto. E che, tra parentesi, è in giro dall’anno scorso. Non riesco ancora a capacitarmi della cosa: come ho potuto dimenticarlo?!
Comunque, potete immaginare come sia finita la storia: non solo me lo sono vista (sempre in inglese: li rispetto i miei impegni, io! U_U), ma, in una settimana, l’ho rivisto tre volte – beh, che volete? Io non sono brava in inglese! Dovevo controllare di aver capito bene, no? U.U
Ovviamente, inutile che vi dica che il film è MERAVIGLIOSO. Diversamente che nell’anime, le tempistiche sono trattate bene e, soprattutto, abbiamo un finale VERO. Uno di quello che ti lascia con gli occhi a cuoricino e la certezza che il mondo potrà essere un posto migliore, un giorno.
In breve: la fangirl che è in me è tornata fuori più folle che mai. E, ovviamente, una fangirl che vuole migliorare il proprio inglese, che fa? «Si va a cercare fanfiction sulla serie, in inglese!» Direbbe qualcuno. Beh, anche Ma ho fatto di meglio: mi sono andata a riprendere la prima light novel, che avevo da eoni sul lettore ebook e me la sono letta. Di più: facendo una piccola ricerchina on line, ho scoperto che la traduttrice, nel frattempo, era andata avanti, aveva concluso 3 dei 4 volumi e stava traducendo l’ultimo. Potete dedurre da soli come sia finita la storia. XD Attualmente sono a metà del secondo volume e, se da una parte non vedo l’ora di finirlo, dall’altra non voglio, perché il quarto volume è ancora in traduzione e, comunque, sono solo quattro e non voglio che finisca. T_T Certo, qualcuno mi potrebbe ricordare che c’è anche il manga e che comunque ci sono le fanfiction. Ma è diverso. Non avevo mai letto una novel, prima, e sinceramente la sto trovando meravigliosa, di gran lunga superiore all’anime (esattamente come i libri sono migliori dei film XD), e probabilmente anche del manga; in più, di quest’ultimo on line si trovano solo 7 degli 11 volumi usciti, quindi chissà quando e se potrò leggere gli altri! T__T).
Comunque, potete ben immaginare quanto sia difficile riprendere a leggere un libro in inglese per una che non ne legge uno dal liceo – ed erano pure riduzioni! – Se la novel fosse stata in italiano, ci avrei messo meno di due giorni; in questo caso, per la prima, ci ho messo due settimane . Leggo al pc, più che sul lettore e, dopo un po’ potete ben immaginare come la mia vista mi abbia chiesto un po’ di pietà.
Calmato un po’ il mio momento di fangirl – ma mica tanto, visto che proprio ieri ho messo un’immagine del manga come mio nuovo avatar su FB! – ho colto al volo l’occasione per finirmi anche qualche serie che avevo in sospeso (sempre in inglese)  e di vedermi qualche telefilm british che avevo in mente di iniziare da un po’. Perciò ho terminato Hotaru no hikari 2 (e vi assicuro che è stato un parto: madò che palle! La prima serie mi è piaciuta molto di più!) e mi sono data a I pilastri della terra, Sense and Sensibility e The Bletchery circle, che avevo sul pc da eoni. Lo sapevo che sarebbe bastato poco per lanciarmi nel magico mondo delle miniserie british: complice Anna Maria (sempre quella di prima XD), a cui piacciono tanto, adesso ho una caterva di serie da vedere, con grande gioia del mio udito, che per un po’ ha intenzione di staccarsi dal giapponese per darsi all’inglese.
Quindi, ehi, non si può dire che non abbia rispettato molti dei punti della lista. Per quanto riguarda le serie giapponesi che ho in corso, i libri cartacei che avevo promesso di leggere e la montagna di manga che continua a crescere… abbiate fede! L’estate mica è finita! U_U

Meme(nto)

Fregato a  

Regole: fate un elenco dei vostri pairing preferiti – non necessariamente in ordine di apprezzamento – ed associate ad ognuno di essi l’autore che, secondo voi, lo rappresenta meglio.

Teddy Lupin/James Sirius Potter: Tutta colpa di Graffias. Io non avrei filato di striscio questa coppia neanche a pagarla, eh. Poi lei mi ha creato un Teddy, delle storie e una coppia così bella, che non ho potuto non amarla. Ho provato a leggere altre storie su di loro, ma non ci riesco. Gra, ma come fai?

Hihara/Yunoki: stavolta è colpa di Solarial perché alla fine è riuscita a convincere anche me a diventare una fangirl folle e a vedere la coppia canon in qualsiasi cosa facciano. Sì, anche se Hihara è palesemente innamorato di Hino! XD E sì, ho una mia teoria anche per questo! U_U

Sanzo/Goku: Va beh, qui andiamo indietro di troppi anni per ricordare a chi devo questa mia passione per il 3X9. Ricordo distintamente che fu una fanfictione  che, una di queste, fu Annamirka. Poi ci si misero pure Hisoka e Vitani. XD Il mio primo paring slash! XD

Doumeki/Watanuki: credo nessuno, ma non ne sono certissima. Cioè, basta leggere il manga. Voglio dire: parliamo di CLAMP, parliamo di due persone che condividono tutto… insomma, è palese!

Kurogane/Fay: qua la colpa è tutta di Wren> . Perché? Avete mai letto le sue fic sulla coppia? No? Allora non potete capire. U_U

Uhm mi rendo conto che sono solo coppie slash! XD Che volete, le mie amate coppie canon me le trovo da sola nei manga! XD
Giusto per amore di completezza, cito le mie preferite:

Kobato/Fujimoto  : che volete farci, io adoro i personaggi che sembrano duri, ma hanno un cuore d’oro! Anche se nella realtà non so se li amerei così tanto…

Tsukimori/Hino: vedi su. XD

Nodame/Chiaki
: va beh, su questa coppia non servono parole, mi sa! XD

Ryo/Kaori: come su, e anche peggio. XD

Non me ne vengono altre in mente, sinceramente. °_° Cioè, di coppie che mi piacciono ce ne sono tante, ma che adoro letteralmente non mi ricordo altre. XD

E’ USCITO!

Lo so che, dopo un mese di assenza, dovrei tornare su questi lidi per rendere partecipi i miei venticinque lettori (cit) delle mie inesistenti grandiose avventure estive, lo so.
Però, ecco… lo sapete che giorno è oggi, vero? *_*
Sì, lo so che è il compleanno di Ale, ma no, non mi riferivo a questo.
Ma come! Non lo sapete? E poi dite di conoscermi?
Beh, ve lo dico io: oggi è ufficialmente uscito in Italia il primo volume del manga a cui si riferisce l’immagine del mio template. Proprio così: da ieri sera, io stringo nelle mie manine la copia del primo volume di Nodame in italiano! *___*

Il mio fumettaro l’ha avuto ieri e, ovviamente, io mi sono precipitata subito da lui! *___* Quel santo ha avuto persino pietà della mia stupidità e, invece di chiamare il manicomio, mi ha anche regalato un poster di Nodame che aveva ricevuto con i manga.T__T Però mia sorella mi ha guardata malissimo quando le ho detto che voglio appenderlo! *_*

Cosa ne penso? Beh, l’edizione non è male e la traduzione è abbastanza fedele. Non sono molto d’accordo su come hanno reso Eto: in originale, parla in modo strano e, oltre ad avere modi rudi, come si evince dalle immagini, parla in modo sguaiato (se non ricordo male, proprio a causa della sua zona di origine); nell’edizione italiana, tutto questo non c’era e il docente finisce per essere solo un tipo troppo severo.Sì, lo so, mi attacco a tutto, io!
Sono contenta però che Senpai l’hanno lasciato: se avessero tolto il suffisso, sarei andata alla loro sede e li avrei pestati a sangue! >_>
Non mi piace che non hanno tradotto le onomatopee, ma lasciato anche le originali giapponesi, cosa che ho sempre odiato nella Planet e che negli altri manga della Star che ho non c’è mai stata. Dico, ma dovevano aspettare proprio il mio Nodame?
Comunque! *__* Sono felice! *__* Spero che venda tanto e che comprino anche l’Opera Hen, il seguito (su, su solo UN DUE volume!), che è poi il finale.
Ah, per la cronaca: qualche giorno fa è uscito l’ultimo capitolo e a me è piaciuto un sacco! *___* Questo sì che è il finale, sensei! *__*
Ve l’ho già detto che sono felice? *__*

Lugliate (?) di Luglio

Ultimamente, non faccio altro che dormire.
No, sul serio: venerdì, andai a dormire alle 10.30 (sì, avete capito bene: alle 10.30 di sera!) e mi svegliai esattamente dodici ore dopo; non contenta, quella sera andai a dormire alle 11.30 e la mattina – cioè ieri – mi alzai alle 13; nel pomeriggio, visto che avevo ancora sonno, mi feci un riposino dalle 158 alle 17.30.
Sì, sono rimasta sconvolta anche io e mi sono seriamente preoccupata. Mia madre dice che è semplicemente stanchezza e, in un primo momento, l’ho pure mandata male: stanchezza di cosa?
Poi, oggi, ho capito che, forse, tutti i torti non ce li ha. Perché, se è vero che ho smesso di studiare per l’uni, dall’altra non ho smesso di lavorare: da luglio sto facendo ripetizioni di latino ad una ragazza e oggi è venuto per la prima volta un bambino che, pare, d’inverno si unirà a Michele. E se da una parte questa cosa mi fa piacere – più soldi, ma anche per il fatto che sono state proprio le maestre di Michele a consigliargli di venire da me – dall’altra mi sta distruggendo: a pensarci bene, non ho ancora avuto un periodo di vacanza vero, nel quale non pensi e non fai un cazzo per tutto il giorno. Forse, lo avevo di più quando studiavo d’estate: almeno, se non volevo studiare, non aprivo libro!
Ho bisogno di qualche giorno di vacanza. Vera, stavolta.

Venerdì, comunque, ho finito alla biblioteca della corte d’appello. Queste ultime settimane, ho fatto una piccola full immersion, in modo da finire entro luglio, così da non avere altri pensieri per settembre e potermi concentrare solo sulla tesi.
Vi dirò: mi dispiace aver finito. Sì, sicuramente, se le altre passassero di qui, mi prenderebbero per pazza – e anche io lo penso di me, in effetti – però è vero. Ormai, sapevo perfettamente dove mettere le mani, in biblioteca, cosa cercavano gli avvocati (esiti di ricorsi in cassazione) e avevo capito un po’ come funzionavano le cose lì.
Oddio, con questo non voglio dire che, invece, mi mancheranno gli avvocati, eh.Tutt’altro.
Non me ne voglia qualche aspirante o meno avvocato o magistrato che passi di qua, ma, se prima avevo una pessima concezione della categoria, adesso la sparo a vista.
Sì, ok, non si fa di tutta l’erba un fascio, e io non voglio assolutamente farla. Però, spiegatemi: a giurisprudenza fanno un lavaggio del cervello? Insegnano a mandare a ‘fanculo l’educazione? No, perché, soprattutto i primi giorni, e soprattutto da alcuni avvocati, siamo state trattate come delle idiote.
Tanto per cominciare, avevamo messo emeroteca dietro alla porta – appunto – dell’emeroteca. Ora, per chi non lo sapesse, questa strana parola indica il luogo che contiene le riviste e i giornali; e in un luogo dove le leggi cambiano dall’oggi al domani, è normale che di pubblicazioni ce ne siano un sacco.
Ora.
Se tu non sai cosa significa questa fantomatica parola, puoi:
– chiedere con educazione che diavolo voglia dire (come alcuni hanno fatto, grazie al cielo);
– digitare su Google la parolina magica e scoprire che anche un motore di ricerca può darti la soluzione dell’arcano.
E invece no: siccome noi idiote derelitte ci siamo permesse di conoscere UNA parola che fa parte del nostro lavoro e che loro non sapevano, ci siamo sentite dire che:
– siamo presuntuose;
– vogliamo far vedere a tutti la nostra cultura e la loro ignorantità (sic!).
Per non parlare di coloro che venivano a richiedere gli esiti delle sentenze e trasudavano tutto il loro "Io sono avvocato e voi avete il grande onore di fare una ricerca per me, Cristo sceso in Terra".
Ora, ripeto, c’erano anche persone normalissime. C’erano avvocati simpaticissimi (con uno, una volta, nacque una conversazione sui palloni da calcio), altri che ti ignorano palesemente e ti considerano una persona come tutte le altre e altri ancora che si sono anche offerti di aiutare quando ho dovuto prenderle da un palchetto in alto un volume di una rivista che cercava. Ripeto, ‘sta gente c’è, ma non ho capito se sia l’eccezione o la regola, a ‘sto punto.
Comunque, deficienti a parte – che esistono da tutte le parti – come dicevo, mi sono trovata bene, nonostante il casino che c’era in biblioteca e che solo parzialmente abbiamo risolto. Anche con la nostra responsabile mi sono trovata bene e, se proprio la vita mi va male, quasi quasi stavo pensando di chiedere di fare altre ore di stage dopo la laurea.

Se è vero che continuo a fare ripetizioni, almeno un po’ di tempo per vedere/leggere/fare altro, per fortuna, ce l’ho: mi sono vista ben due serie anime tutte d’un fiato (Sora no manimani e Suksikyo) e mi sono finalmente finita la seconda di Angelique che mi sono abbastanza piaciute; mi sono letta un romanzo di Sophie Kinsella e uno di Edgar Allan Poe (Sì, le recensioni firmate da una certa Naco sono le mie XD)e sto cercando di finire il Genjo Monogatari. Cory, ce la farò. Solo che odio da morire il fatto che sia scritto così piccolo! >_> Avrei preferito fosse stato di cinque volumi e scritto con un carattere  più decente!

Ah, ho una voglia pazza di scrivere, ma non ho idee. T___T Che qualcuno mi aiuti! ç__ç

Avete visto che carino il nuovo lettore che ho messo? *_* L’ho trovato per caso ieri, nell’account di FB di una ragazza e l’ho voluto anche io! XD Per adesso non c’è molto, ma cercherò di riempirlo un pochino! *_*
Lo so, lo so: queste cose cretine mi piacciono troppo! XD

Visioni

Che non significa che il caldo mi causa strani scherzi della vista (oh, beh, la mia vista fa schifo di suo, quindi forse non è che cambierebbe molto!), ma, semplicemente, che ultimamente mi sto vedendo un sacco di roba a cui avevo messo l’etichetta "Quando ho tempo, lo faccio." In verità, il tempo non è che proprio ci sia, ma, visto che sono in periodo studio, è la classica scusa per NON studiare, o per abbandonare le sudate carte, in giornate che sono sudate già di per sé.
Comunque, l’altro giorno, finalmente, sono riuscita a vedere Agorà, con mia sorella. Ammetto che credevo che il film non le sarebbe piaciuto; invece, ho scoperto che ha coinvolto molto ambedue e ci ha portato alle stesse conclusioni dottrinali e non.
Che io sia credente, credo ormai si sappia; che però non creda a tutto quello che la Chiesa ci propina è anche vero. Perciò mi ha fatto piacere vedere una ricostruzione storica che dà ad ognuno quel che merita: i cristiani hanno fatto un sacco di male, nei secoli e, ovviamente, l’essere umano che in generale è homo homini lupus non lascia correre e si lancia in guerre e battaglie che alla fine portano solo a morte e distruzione.
E’ stato così quando i pagani hanno deciso di rispondere al nemico, nonostante Ipazia lo sconsigliasse; è stato così anni dopo, quando gli ebrei, per ripicca, hanno assalito i cristiani. Ed è stato così perché i cristiani se lo sono meritati. E ci sono state le stragi perché, secondo i cristiani, dovevano vendicare le offese subite, portando a una serie di vendette che, alla fine, hanno solo tolto la vita a un sacco di gente.
Sì, questo film mi ha fatto tanta rabbia, proprio per la spaventosa realtà che ci mostra: il detto di Cristo porgi l’altra guancia, o comunque il più classico perdona non è stato ascoltato da nessuno, credente o meno, portando solo morte e distruzione.
A livello squisitamente artistico, ho semplicemente adorato l’attenzione che è stata posta ai particolari più diversi: dalla ricostruzione della biblioteca di Alessandria al fatto che i cristiani usassero il codice e non il rotolo di papiro, come i pagani; anche la scrittura usata nei codici era quella "giusta" (da notare che h fermato il video appositamente per controllare. Sì, sono malata). L’unica cosa diversa è la morte della protagonista, che nel film è stata soffocata,l mentre nella realtà viene fatta a pezzi e trucidata. Francamente, ho preferito questa versione, meno truculenta, anche perché la cosa non è stata nascosta, ma scritta in una nota, alla fine del film.
Sì, lo so che ‘sta cosa non frega a nessuno, ma il fatto che abbiano reso bene e storicamente attendibili anche elementi che alla maggior parte del mondo sono estranei (e di cui continuerà a non fregare niente), mi ha soddisfatta molto.

Dal LJ su Nodame Cantabile, qualche giorno fa, ho scoperto che finalmente hanno subbato il primo dei due film finali (quello di dicembre) e, ovviamente, non ho resistito dal vederlo. Un commento? Brutto. Oh, certo, Nodame è sempre la solita: le scene in cui appare lei sono sempre fantastiche e mi sono comunque rotolata dalle risate; anche il manga è stato abbastanza rispettato, nonostante alcune modifiche.
Cosa c’è che non va, allora?
Non va che di un’ora e mezzo di film, si potevano fare solo 40 minuti. Perché, la parte finale prende tutto il concerto di Chiaki, con l’orchestra; e se da una parte è piacevole sentire i brani proposti, dall’altra non stiamo a un concerto, è un film, che dovrebbe avere una trama e andare avanti. Anche il fatto che a metà film ci son i ricordi di Stresemann (che è un po’ il narratore della storia, cosa che di per sé mi ha dato sui nervi, perché gli conferisce un ruolo che non ha) circa l’ultima puntata del dorama. E siccome quel pezzo conteneva altri ricordi dei personaggi, abbiamo assistito a venti minuti di ricordi di ricordi di ricordi che non sono serviti a nulla. Alla fine del film, quindi, poco o nulla è stato detto, a parte che la Marlet Orchestra, grazie a Chiaki, funziona. Tutto è rimandato al prossimo film e mi chiedo a ‘sto punto quanto taglieranno, per far entrare tutto, e quanto modificheranno.

Dopo mesi e mesi di stasi, ho terminato di vedere il primo dorama koreano che mi sia mai capitato di vedere: Oh Dal Ja’s Spring, la cui protagonista è una donna di 33 anni che non riesce a trovare un uomo e che, per una serie di motivi, trova invece un fidanzato in affitto di ben sei anni meno di lei.
Nonostante la lentezza della visione, mi è piaciuto molto: lei è buffissima, con tutti i film e i guai che crea, e lui è tenerissimo. E poi è fatto bene, senza vuoti o polpettoni, come i dorama a volte sanno essere.
Il problema vero di questa serie, per me è stato il coreano. A differenza del giapponese, a cui ormai ho fatto l’orecchio, questa lingua per me è del tutto nuova e, credetemi, sentire qualcosa e non capirlo è difficile. Inoltre, come se non bastasse, le puntate durano più di un’ora, contro i 45 minuti giapponesi. °_° Sì, per quanto mi piacesse, era un trauma!
Ho deciso; con i dorama coreani, per un po’, ho chiuso! XD

Giusto per tornare alla filmografia occidentale, dopo più di dieci anni dalla messa in onda, mi sono vista Un giorno per caso. Non perché del film me ne fregasse niente, quanto per un puro caso di studio che avevo da tempo in mente di fare, dato che la mia storia ha appunto lo stesso titolo.
Bene, posso assicurarvi che, non solo non c’entrano niente, ma la mia storia ha più diritto di avere quel titolo del film, visto che non c’entra niente. O meglio: c’entra, ma molto meno.
A livello di trama, comunque, è stato una delusione: la trama è scontatissima, loro due sono dei cretini, che ci mettono dieci minuti per scambiarsi un cavolo di bacio e hanno due figli che avrei ucciso dopo tre secondi. Insomma, un chiaro inno al non avere figli! O_O

Tra gli anime, invece, finalmente mi sono finita anche Kobato – in inglese, perché se aspetto che finiscano in italiano divento prima nonna! Nonostante mi sia piaciuto tantissimo, mi spiace che sia finito: adoro Kobato, nella sua imbranataggine e dolcezza. Appartiene un po’ al filone di quei manga delle CLAMP dove la protagonista è dolce e diabetica, combinaguai e di buon cuore, ma va beh, in fondo e amo anche per questo! <3 La storia, almeno nel manga, si sta evolvendo e stiamo conoscendo sempre nuove cose sul passato dei protagonisti; l’anime è più leggero, ci sono domande con risposte diverse, altre non ci sono proprio, ma mi ha fatto avvicinare al manga, perciò niente da dire.

Se tutto va bene – cioè se non mi suicido/distruggo il computer prima – , tra un po’ mi finisco anche Genji Monogatari, ossia la trasposizione animata del classico della letteratura giapponese omonimo – che sto leggendo, anche se a ritmi lentissimi, cosa rarissima, per quanto mi riguarda – e, sebbene finora si sia dimostrato abbastanza fedele, mi sta facendo venire i nervi: i ritmi sono più lenti di quelli del libro (che è tutto dire) e, in aggiunta, anche i sub non aiutano a sopportare tutto questo, perché ci sono serissimi problemi di punteggiatura.
E poi, cavolo, anche a livello di storia (e questa è una considerazione che faccio anche riferendomi al romanzo, quindi): come, come si fa ad amare uno come Genji che è un puttaniere di quelli mai visti, che cambia amore come cambia il vento e lascia figli a destra e a manca? Avrei voluto proprio vederlo, ‘sto Kami sceso in Terra, per vedere per quale motivo tutte lo amassero! Manco fosse l’erede al trono, poi!
A luglio, invece, tocca a Full Metal Alchemist – Brotherhood. In realtà, mi sono spoilerata proprio due giorni fa l’ultimo capitolo del manga, ma siccome, per rovinarmi la sorpresa, ho visto solo due cose che mi interessava sapere, è come se non sapessi nulla. Perciò non vedo l’ora! *_*

Seriamente, mi chiedo quanto questo periodo di full immersion durerà, visto che sono alquanto a periodi e ci sono mesi in cui non tocco una serie. Bah, poco male: almeno il mio HD ringrazia che lo sto liberando!

NODAME IN ITALIA!

Preso direttamente dal sito di Nanoda!


NODAME CANTABILE di TOMOKO NINOMIYA

Josei, a Settembre su UP 23 volumi mensili completa

Il josei più atteso dell’anno sbarca finalmente in Italia. Shinichi Chiaki è il figlio di un famoso pianista e sogna di studiare all’estero per diventare un famoso direttore d’orchestra come il suo mentore. Sfortunatamente la sua paura di volare impedisce la realizzazione del suo sogno. Un giorno incontra Megumi Noda, che tutti chiamano Nodame, una ragazza cicciottella e poco attraente, incapace di compiere le più banali faccende domestiche, ma soprattutto incapace di seguire uno spartito musicale. Nonostante questo ne rimane affascinato dato che la ragazza riesce comunque a suonare il piano in maniera ineguagliabile. Nodame darà a Chiaki l’insegnamento più grande: di amare la propria musica ovunque egli si trovi.
 

Sì, avete indovinato! *__* Salto e ballo dalla gioia! T____T Sono così felice! *__*

Io dico, tu dici, il mondo dice?

Che dice il mondo, ultimamente?

Dice di Emanuele Filiberto.
Dice del lancio degli spartiti da parte dell’orchestra.
Dice di Morgan.
Dice della Clerici.
Dice di Scannu.
Cosa dice il mondo, ultimamente?
Di Sanremo.

Cosa dico di me ultimamente?

Dico che la scorsa settimana sono stata alcuni giorni fuori, per il Carnevale. Abbiamo visto quello di Viareggio, con i suoi carri enormi e bellissimi, Genova, il suo acquario e una mostra fighissima a Rimini, Portofino e la pizzadi Pistoia.

Per questo motivo, dico che mercoledì ho un esame, ma che devo ancora decidere se andarci. E’ letteratura latina medievale e i brani non li so bene. MI sarebbero bastati anche due giorni in più – quelli che ho perso per il viaggio, praticamente – per sentirmi un filo più sicura. Pensavo di presentarmi al prossimo appello, la prossima settimana, ma non ho ancora deciso. Credo che lo farò la mattina stessa, mi sa. XD

Dico che per rilassarmi mi sono vista un dorama carinissimo: Mei chan no shitsuji (Il maggiordomo di Mei-chan), tratto dal manga omonimo. Non ho idea di quanto sia rimasto del manga, visto che non l’avevo mai sentito nominare prima, ma il dorama mi è piaciuto. Oh beh, ci sono le classiche cose dei dorama: la protagonista rischia sempre di rimanere ammazzata, odiata da tutti all’inizio e poi amata per quello che è e fa… ma sono cose che si accettano per quelle che sono, quando si parla di dorama. Comunque, visto che ci troviamo in una scuola di signorine per bene che hanno un maggiordomo, la serie è piena di ragazzi. Alcuni carini, altri un po’ meno, ma Mei ha trovato un maggordomo davvero kakkoi! *_*


 

Un premio per chi lo riconosce! *_* Sì, è lui! *_* Nanba-senpai di Hana Kimi, Soshi di Zettai Kareshi… *_* Anche io voglio avere un maggiordomo così! *_*

Dico che, durante il viaggio di ritorno, ho finito ben due racconti, uno originale e l’altro su La corda d’oro. Che, ovviamente, devo ancora portare al pc, rivedere e pubblicare. Mi ricorderò di farlo prima dell’inizio delle lezioni? Dubito.

Dico che oggi sono usciti gli orari delle lezioni eovviamente ci sarebbe da scrivere un saggio solo su questo. Partendo dal fatto che, di quattro materie, una pare scomparsa, sulle altre tre, TRE, abbiamo scoperto che ci sono sovrapposizioni. Ce ne vuole, eh. Speriamo che con i prof solo per noi riusciremo a far spostare qualcosa.

Qual è dunque la differenza tra me e il mondo?
Che delle tante cose che io ho detto, almeno, c’è varietà di argomenti; del mondo intorno a me no.
Che tristezza.
E che rottura di scatole!

Cantiamo insieme!

Avevo scritto questo post due giorni fa, ma siccome Splinder mi odia e io sono cretina – ero convintissima di averlo copiato da un’altra parte – eccomi nuovamente qui a riscriverlo, aggiungendoci ovviamente tutto quello che è successo in questi due giorni.
Oddio, non che ci sia molto di bello da scrivere, in effetti: da una settimana a questa parte, la parte destra della mia bocca ha iniziato a farmi un male cane. E’ iniziato tutto come un semplice arrossamento, che poi è passato, per poi diventare un mal di denti leggero, fino all’esplosione, domenica, di un dolore fortissimo. Da lunedì le cose sono migliorate, ossia il dolore lancinante è scomparso, ma è rimasto il fatto che, appena mi capita di mettere in bocca qualcosa di troppo freddo o troppo caldo, salto all’aria. Persino quando mastico – il ché, ovviamente, è la cosa peggiore. Dovrei andare al dentista, lo so; tuttavia, le cose stanno passando e francamente non ho avuto un briciolo di tempo. Certo è che, se continua, la settimana prossima quello mi vede (ok, detto da una che ci dovrebbe andare da non so più quanti mesi, non so quanto risulti credibile…).
Ah, giusto per spiegare il perché mi senta un ospedale ambulante: oltre ai denti suddetti, ci si è messo il ciclo e uno strano dolore alla mia mano sinistra. Ho motivo di sentirmi un po’ nervosa, vero? è_é

Questa settimana si è aperta con una bellissima, splendida notizia. Vi ricordate quando vi ho raccontato che la mia digitale era morta nel viaggio a Salisburgo? Beh, l’assistenza Canon mi ha detto che, se voglio aggiustarla, devo spendere 190 euro. Ovviamente li ho mandati malissimo, perché tanto vale che me la ricompri, con quel costo.
Ammetto però che alla notizia mi sono messa a piangere di rabbia: quello era il regalo dei miei per la mia laurea. E la cosa che mi dà sui nervi è che stava benissimo, funzionava bene e non mi toglie nessuno dalla testa il fatto che si sia scassata perché troppa gente la prendeva e l’usava. Non sono io ad aver rovinato lo schermo, del resto.
Oh, ma io la rivoglio. Quella, intendo. Hanno detto che non è nuovissima e che quindi non ce l’hanno più, ma a me delle superteconologie non frega niente – soprattutto tenendo conto che le foto erano fantastiche e i video migliori di quelli che si trovano on line – quindi mi basta. Rivoglio il mio ricordo, oh.

Siccome le tecnologie hanno deciso tutte insieme di farmi scherzi, non poteva andare tutto liscio nel cambio del sistema operativo, da Vista a Seven e dell’hard disk. Per carità: Seven, rispetto a quella merda di Vista, funziona centomila volte meglio (e non mi dite che Ubuntu è meglio: lo so. Vorrei metterlo, ma ci sono un po’ di problemi, che non vi sto a dire, visto che sono tanti e poco fregano al mondo, ma ricordatevi che avete davanti una che ha fatto la tesi su copyleft, Creative Commons, GPL, quindi so bene cosa mi perdo), è centomila volte meno scassapalle, altrettante più veloce, anche se devo ancora abituarmi a come mi sistema MSN e le icone sulla barra delle applicazioni, quindi il mio problema non è il SO. Neanche l’HD nuovo, a dirla tutta (500 giga più il vecchio di 120. Mi sto ancora chiedendo che diavolo me ne devo fare di tutta ‘sta roba, io che odio avere il pc troppo pieno e che salvo e cancello appena posso. Se non fosse stato per il SO e per l’HD che stava morendo non mi sarebbe manco passato per l’anticamera del cervello di cambiarlo); ciò che mi fa dannare è la banda, che pare mi sia concessa con il contagocce. Avevo pensato potesse trattarsi del router, ma come mi ha fatto giustamente notare Daniele, perché allora il portatile funge? Non è manco questione di posizione, perché il portatile è capace di scaricare a una velocità assurda anche lontanissimo dal router. L’unica possibilità è la pennina: magari è vecchia, rotta, quello che vi pare. L’unica è provare con un’altra e vedere. Spero davvero che il problema sia quello e che si risolva, visto che non è normale che non possa scaricare nulla, con un pc come quello che adesso ho. Speriamo che San Daniele protettore dei Pc (gemello di San Roberto, padre del mio vecchio Pc, quindi diciamo che la santità resta tutta in famiglia) riesca a risolvermi ‘sto enigma.

Visto che dovevo cambiare HD, poiché non avevo idea che Daniele volesse farmi tenere tutti e due, mi sono detta che, forse, era arrivata l’ora di finire un po’ di serie che stanziavano nel mio pc da almeno un anno.
Sì, lo so, faccio schifo. Ma il problema è che la serie in questione era in inglese, e si sa che io quella lingua non l’amerò mai. Dicevo, visto che c’ero, mi sono armata di santa pazienza e ho iniziato a vedere le 10 puntate che mi restavano su 39 di Agatha Christie’s Great Detectives Poirot and Marple (Agasa Kurisuti no Meitantei Powaro to Mapuru) che mi mancavano. Lo sapevo che dovevo solo iniziare, perché alla fine me la sono finita tutta d’un fiato.
Che dire? Che hanno avuto un’idea geniale: unire Poirot e Marple facendo diventare la nipote della seconda assistente del primo. E no, Mabel non è la nuova eroina che risolve tutti i casi: lei sta solo lì, prende appunti, segue la zia e Poirot, ma non fa nulla: sono i due investigatori, come nei romanzi, a risolvere i casi. Alcuni di questi li ho anche letti, e posso dire che sono stati fatti bene, in modo tale che le differenze fossero minime e la presenza di questa ragazzina poco invasiva. La consiglio a tutti i fan dei due detective e dei gialli classici in generale.

Siccome pare che il fansub inglese mi ami particolarmente in questo periodo, l’altro giorno, per puro caso, sono riuscita a trovare le ultime sei puntate di Glass no Kamen (versione 2005) aka Il grande sogno di Maya, aka La maschera di vetro, che sto seguendo dall’anno di uscita e che, finalmente, i subber inglesi si sono degnati di finire. T__T Sì, vedere che l’hanno finito, è stato commovente! T__T Non mi è piaciuta però la resa dell’ultimo episodio: hanno velocizzato un sacco di cose, che forse, se non avessi letto il manga, non avrei mai capito. La rappresentazione di Kurenai Tennyo della Tsukikage è stata così veloce che non ho capito un tubo della storia, né si nota a profondità dei sentimenti di Akoya per Isshin; inoltre, anche la scena in cui Masumi e Maya vivono quella specie di sogno ad occhi aperti è stata molto… come dire… boh, mi ha lasciata completamente indifferente. Per non parlare della scena finale che ti porta a dire: e perché ‘sta cosa inutile? O_O
E poi, diciamocela tutta: dov’è il bacio? >_> Lo voglio, cavolo! Masumi ha tra le braccia la ragazza che ama per tutta la notte e vi pare normale che manco la tocchi? Va beh che è un signore, ma il bacio c’è, e non capisco perché non metterlo. O.o E’ del tutto umano e pure casto!
Comunque: sensei! T____T finisca il manga, che ‘sti due hanno rotto!

Giusto per non cambiare argomento (e per spiegare da dove mi sia venuto fuori questo titolo). Qualche giorno fa, cercando sigle dei cartoni per mia madre, che si è messa in testa di far cantare i suoi pargoli durante l’ora di musica, ho trovato un file che mi ha fatta morire all’istante: 1 giga e passa di Fivelandia, dall’1 al 22. Che, ovviamente, visto che non ho manco problemi di spazio (XD), ho preso subito. *___* Sono ancora qui tutta sbrillucciante che canto le canzoni della mia infanzia (alcune non le sentivo da ANNI! Altre non le conoscevo proprio! XD).
Sì, lo so che sono pazza: persino Michele mi sente decantare questo file e scuote la testa, chiedendosi chi glielo fa fare di venire a lezione da una pazza come me! XDD

PER CHIUNQUE SE LO STIA CHIEDENDO LEGGENDO QUESTO POST: sì, sto studiando. Sì, latino lo sto odiando, ma sto traducendo. Sì, lavoro anche. E sì, ho anche idee per scrivere – anzi, quando mi ricordo, scrivo anche. E sì, ho da betare.
E sì, ok, ho capito: la pianto.

FINALMENTE!

ATTENZIONE! SPOILER ENORMI SU LA CORDA D’ORO!

I miei sentimenti per te…
Se dovessi esprimerli a parole, allora questa sarebbe amore.

Perché ci sono cose che vanno festeggiate, brindate, amate e acclamate.
E se pensavamo che Chiaki, in Nodame Cantabile, fosse lento e ci mettesse una vita a capire quel che prova… con Tsukimori posso dire che siamo messi peggio.
63 capitoli, 14 volumi di manga de La corda d’oro per capire di amare Hino. Non so se mi spiego, eh.
Però… però… *_*
Finalmente il manga sta prendendo una strada precisa! *_* Lo sapevo che sarebbe finita così, ma almeno adesso è SICURO!
Le mie fanfiction sono CANON!  *__*
Adesso deve solo capirlo lei, ma questo è un dettaglio. Per me, ovviamente.

* Saltella felice e si mette all’opera per scrivere quella storia che sta meditando da quando ha visto quella doujinshin… *