Settembre

E, veloce come è arrivata, la prima settimana di settembre è già trascorsa.
Sono passati già due mesi da quando mi sono lamentata del fatto che l’estate fosse nuovamente arrivata e pregavo che finisse il più in fretta possibile – attirandomi gli sguardi irosi di coloro che in vacanza non ci erano ancora neanche andati. Ma che volete se questa stagione proprio non la sopporto?
Settembre, dicevo.
Ultimamente – tranne lo scorso, per motivi che risulteranno subito evidenti -l’arrivo di questo mese mi deprime. No, non è il fatto che il compleanno arrivi subito dopo (gli anni che passano non mi hanno mai interessata più di tanto, da quel punto di vista), ma è il senso di attesa di qualcosa che deve iniziare e che chissà se inizierà davvero a spaventarmi e a deprimermi.
Fino a pochi secoli fa, l’anno, per noi del Sud Italia, ma anche per molte altre zone, iniziava appunto a settembre. E, anche se ormai si festeggia il capodanno il primo gennaio, da noi settembre ha sempre dato l’idea dell” inizio”: inizia la scuola, a settembre; escono i bandi per i master e delle scuole di specializzazione; iniziano i corsi su qualsiasi cosa si voglia fare; le aziende riaprono e finalmente iniziano a chiamare – se decidono di chiamare – per i primi colloqui; persino in edicola escono i primi numeri delle raccolte (che, non ci crederete, era una cosa che da piccola adoravo, anche se in effetti io non ne cominciavo mai nessuna).

Settembre, quindi, è il mese dell’inizio.
«Che farò quest’anno? Che ne sarà di me?»
Da quando ho finito l’università, questa domanda è stata una costante tutto l’anno, ma, arrivati a settembre, diventa quasi un’ossessione. Quest’anno specialmente: ho fatto il servizio civile e la scuola dell’archivio: cosa farò ora? Ho visto il bando di una scuola di specializzazione e un master. La tentazione è tanta, visto quel che insegnano, ma la prospettiva di studiare – e pagare! – per altri due anni, per poi magari ritrovarmi a 31 anni con altri attestati ma nessun lavoro tra le mani, mi spaventa troppo per provarci.
L’obiettivo che mi sono posta, per quest’anno che inizia, per adesso, è quello stesso che avevo per l’estate: imparare bene l’inglese e prendere una certificazione: che sia studiando da sola, facendo un corso, ma voglio provarci.

Dei miei famosi propositi estivi non ho realizzato molto. Oh beh, dai: ho letto qualche manga – anche se la pila è ancora lì che mi guarda minacciosa – e, soprattutto, mi sono data alle mini-serie della BBC. No, dico: perché non ho scoperto qualche anno fa questa passione? *_* Sono esattamente quel che cerco: massimo 8-9 episodi, poche serie e, soprattutto, tantissime tratte da romanzi. Il paradiso! *_* L’unico inconveniente di queste è che poi mi viene voglia di leggere anche il libro che l’ha ispirata… allungando a dismisura una lista già infinita.
Per il resto, sono tornata alle mie ripetizioni. Nicola, ancora per quest’anno, avrà bisogno di qualcuno accanto e qualche soldino, a prescindere, non fa male. Sperando in qualcosa di meglio che chissà se e quando arriverà. Alla fine penso che mi andrebbe bene qualsiasi cosa, basta dare un senso a queste giornate che, per adesso, stanno scorrendo tutte uguali e tutte inutili.
A tutto questo, si aggiungono le relazioni interpersonali che non è che proprio vadano benissimo. Lo so che ci sono persone che mi vogliono bene. Lo so che ci sono persone che si preoccupano per me. Lo so, davvero. Però, come ogni anno, arriva settembre e io finisco per chiedermi se c’è davvero un posto nel mondo per me, se c’è davvero qualcuno che ha bisogno di me e se a qualcuno interesserebbe davvero s, domani, di punto in bianco, decidessi di andarmene via.
Forse è il caso di provarci, prima o poi. Magari potrei finalmente imparare bene l’inglese.

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