Buon 2015!

Visto che quest’anno ho quasi dimenticato l’esistenza di questo blog – tranne che per aggiornare la lista dei libri che sto leggendo – e di fare gli auguri di Natale a tutti voi che passate di qui (ma ce ne sarà ancora qualcuno, poi?), cerco di rimediare:

buon anno nuovo a tutti!

Che forse è anche più generale e più giusto, visto che di qui passano anche persone che non credono nel Natale e/o non credono proprio a niente.
Ed è forse ormai molto più nel mio stile, visto che, più passano gli anni, più il buonismo del Natale mi fa rivoltare lo stomaco: che senso ha farsi i regali il giorno di Natale, farsi gli auguri, baciarsi e abbracciarsi e poi dirsene di tutti i colori durante l’anno? Che senso ha fare cenoni e pranzoni da rotolare, quando tu, credente, dovresti sapere che il bimbo di cui festeggi la nascita (che comunque NON è oggi, tutti continuano a ripeterlo, e spero tu lo sappia, perché va bene credere (e io sono cristiana, eh, quindi all’esistenza di un tizio chiamato Gesù ci credo), ma chiudere gli occhi alla verità storica è un altro paio di maniche) è nato povero in canna, in una mangiatoia, riscaldato da un bue e da un asinello, con la compagnia di poveri pastori (d’accordo, alcuni di questi elementi sono tratti dai Vangeli apocrifi, ma non venitemi a fare gli esperti di filologia biblica ché non è proprio il caso)? Per una persona che crede (ma anche che non crede, eh), il Natale dovrebbe essere tutto l’anno.
Quindi, ripeto, non venite a farmi gli ipocriti del Natale ché non è il caso.

L’anno nuovo, dicevamo. Di solito, tendo a postare il classico giochetto sulle cose fatte quest’anno, sui buoni propositi per l’anno nuovo e roba del genere; quest’anno, dato che non sono proprio in vena, mi limiterò a una lista molto, molto sintetica:

LAVORO. Tabula rasa, come sempre, a parte i pochi soldini che il doposcuola fa entrare (che è meglio di niente, ok); ogni anno si spera che il prossimo sia quello della svolta, ma, sinceramente, non ci credo neanche più.
I tirocini sono andati anche troppo bene: 6 mesi per finire la schedatura del fondo dell’ENAL (che amo, credetemi, ma vorrei fare anche altro nella mia vita di presunta archivista), senza neanche uno straccio di rimborso, pagandomi anche l’assicurazione (sì, Mibact, ti ho maledetto allora e lo faccio ancora. Fai veramente schifo), per avere un attestato che si aggiungerà a tanti altri e i complimenti del Ministero, di cui me ne faccio ancora meno (e, giusto perché sono una persona educata, evito di dire dove dovrebbero metterseli, i complimenti). Il bando dei 500 schiavi per la cultura, ancora tirocini per una retribuzione indecente, poi, è ancora appeso da un anno e le mie bestemmie verso il Ministero si fanno sempre maggiori. Un anno per un bando di merda. Fuck you.
Per quanto riguarda la formazione, invece, ho fatto l’aggiornamento della patente europea (se non sapete cos’è, andate sul sito dell’AICA a controllare. Google, questo motore di ricerca sconosciuto!) e sto frequentando un corso di formazione per la progettazione di app. Risulto uditrice, quindi niente rimborso spese né indennizzo per le ore di frequenza, ma almeno sto imparando un sacco di cose nuove e interessanti; l’anno prossimo dovrei fare anche tre mesi di tirocinio – gratis pure quello – ma ormai ho capito che i soldi mi guardano da lontano e decidono che faccio troppo schifo anche solo per avvicinarsi.

VIAGGI: meno male che almeno questo settore è andato bene: sono stata in Sicilia, a vedere gli spettacoli al teatro greco. con i dottorandi del dipartimento dove ho fatto il servizio civile, e sono stati giorni meravigliosi; del resto, ero in giro con amici con i miei stessi gusti e interessi. Io amo la Sicilia, Siracusa è meravigliosa come la ricordavo, le opere sono state fantastiche, ho pure visto i luoghi di Montalbano con persone che sapevo splendide e che si sono confermate tali e con altre che ho scoperto essere ancora più meravigliose di quanto pensassi. A quando un altro viaggio? *_*
Neanche un mese dopo, sono stata tre giorni a Roma con Stefania e qui abbiamo incontrato delle amiche “virtuali” conosciute grazie al fandom di Saiyuki. È incredibile pensare che sono più di dieci anni che ci conosciamo e tutto grazie a un “semplice cartone animato” (cit.).

VARI: Per il resto, basta una breve lista:
– L’altro giorno ho bevuto per la prima volta lo champagne, portato dal fratello di Marica direttamente da Milano. Pur essendo brut, la bottiglia è finita in meno di cinque minuti. XD
– La mia idea di vedere serie British (e da un po’ anche americane) con i sottotitoli sta dando i suoi frutti: ho fatto due lezioni di sei ore con una madrelingua inglese e sono sopravvissuta. Ecco, magari la mia capacità di esprimermi un po’ meno, ma almeno la comprensione è arrivata integra fino alla fine. Grazie a questo, comunque, mi sto facendo  una cultura mica male su un sacco di cose: sull’incendio di Londra, sugli Impressionisti, i pre-raffaeliti e la vita di Marco Polo e ho conosciuto un sacco di romanzi di cui non sapevo neanche l’esistenza. E poi dicono che la TV non è educativa!
– Sempre restando in tema “telefilm addicted” finalmente mi sono vista serie cult Doctor who, Torchwood, Merlin e sono in brodo di giuggiole perché, dopo anni che lo dicevo, finalmente qualcuno in America ha capito che da una trilogia come The librarian si potesse trarre una serie; certo, io l’avevo immaginata un po’ diversa, con Flynn che restava protagonista indiscusso della serie, ma in fondo i nuovi non sono neanche male.
-I  telefilm non regalano solo belle storie, ma anche bei volti: ho scoperto quanto meraviglioso sia David Tennant, di cui piano piano sto recuperando tutta la filmografia (Tenth Doctor, quando mi vieni a prendere? *_*), mi sto chiedendo perché John Barrowman non possa essere bisex come il mio amato capitan Jack, ma poi mi rendo conto che già è felicemente sposato, quindi comunque non ci sarebbe storia, quanto siano belli gli occhi di Richard Armitage e ogni tanto sogno di incontrare Benedict Cumberbatch e iniziare a parlare di libri  e di Alan Turing con lui. Poi dicono che la TV non possa essere educativa parte seconda. U_U
– Sono molto fiera del fatto che abbia completato la mia sfida di leggere almeno 52 libri in un anno. Mi ero ripromessa di leggere più classici, ma forse ho chiesto troppo a me stessa, sia perché c’erano troppe chicche che m’interessava leggere, quindi il proposito dei classici è andato presto a farsi benedire, sia perché Il conte di Montecristo e compagnia non sono una lettura da “52 libri in un anno”, a meno che non si voglia fare una vera e propria maratona. Ma per me la lettura è piacere, non una gara, quindi, niente, sarà per la prossima volta. Comunque, qualche sfizio me lo sono tolto, eh, sia classico che non: per esempio, mi sono letta/sto leggendo le due saghe di Riordan sugli dei e i semidei dell’Olimpo, ho finito la saga di Shadowhunters, ho letto la trilogia di Larsson, che ho adorato alla follia e finalmente ho letto La linea d’ombra, Piccoli uomini, Margherita Dolcevita Le due città che volevo leggere da un sacco. Per le altre mie letture da “è nella lista dei libri da leggere” mi sto attrezzando. Sui manga invece mi sono arenata, ma spero di riprendere presto (anche perché ho un sacco di cose da prestare e restituire…).
– Mia sorella si è laureata alla triennale. Finalmente! Sì, lo so che non riguarda me personalmente, ma sono belle cose. U_U

HIT
Non amo particolarmente le classifiche, ma quest’anno ci sono state cose che oh-Mio-Dio-TUTTI-devono-conoscere-questo-capolavoro/sapere-che-è-una-cagata! *_*

LIBRI:
Il libro dell’anno
è stata sicuramente la trilogia di Larsson, Millennium: Lisbeth Salander è LA donna per eccellenza, per me. Se fossi lesbica, vorrei una fidanzata come lei. Punto.
La delusione libraria dell’anno: la seconda parte della saga di Shadowhunters della Claire. Oddio, ma che è ‘sta cagata? Come ha potuto creare una simile schifezza dopo Le origini?
La schifezza letteraria dell’anno: Hotel Iris, di Yoko Ogawa: Cinquanta sfumature di grigio, in confr0nto, è un capolavoro. E ho detto tutto.
La scoperta dell’anno: le saghe di Percy Jackson e quella degli dei dell’Olimpo, di Riodan: Gra me ne ha parlato tantissimo, quindi sapevo che mi sarebbe sicuramente piaciuta, ma leggerla mi ha fatto tutt’altro effetto; del resto, io AMO la mitologia. *_*

FILM, TELEFILM E ANIME
La serie dell’anno: Call the midwife. È stata una piacevolissima scoperta, che mi sono sparata in pochissimi giorni. Reale, profonda, emozionante. Una chicca.
Il personaggio dell’anno: Capitan Jack di Torchwood che ho amato tantissimo, anche se nella quarta serie fa la figura dell’imbecille. Ma per me la quarta serie, tanto, non esiste.
La delusione dell’anno: la terza serie di Sherlock e la nona del Dottore. Praticamente, Moffat. Dio mio che cagata. Ho aspettato il mio amato Sherlock per due anni per poi ritrovarmi una simile schifezza. Al solo pensarci, mi sale un nervoso…
L’anime dell’anno: in realtà ne ho seguiti pochissimi, ma la seconda serie di Mushishi e la nuova di Sailor Moon sono stati il regalo più bello made in Japan.
La canzone-sigla dell’anno: tre, stranamente, sono stati i miei capolavori di quest’anno: Let it go, di Fronzen,  Far From Any Road, di True Detective e Kimi to kare to boku to kanojo to, prima ending della nuova serie di Fairy Tail.

Per quanto riguarda i film, invece, nessuno mi ha veramente colpito; tante, invece, le delusioni, tra cui La Bella e la Bestia e Lo Hobbit: la battaglia dei cinque eserciti.

Il ricordo più bello di tutti: il viaggio in Sicilia e il mazzo di fiori per il mio onomastico da parte di tutto il personale dell’archivio di Stato di Bari.

Propositi per l’anno nuovo?
Ogni anno è la stessa storia: per quanti ne faccia, non riesco mai a realizzarli tutti – o comunque non quelli a cui tengo di più, come per esempio quello di prendere una dannata certificazione di lingua – quindi quest’anno non ne faccio proprio, fermo restando che alla fine sono sempre quelli: la benedetta certificazione, trovare un lavoro “vero” e quello probabilmente più fattibile: dopo aver letto più di 52 libri in un anno, adesso voglio dedicarmi ai “mattoni” (in termini di peso, non (solo) di contenuto).
L’anno prossimo vi farò sapere com’è andata. XD

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