Senza amici

Non so se qualcuno se ne accorgerà da sé ma dalla sidebar è scomparsa la categoria “Amici”.

È da un po’ di tempo che ci penso, in effetti, ma solo stasera mi sono decisa ad attuare il mio proposito. E la cosa mi ha dato un po’ da pensare – e, sì, mi ha resa anche un po’ triste.

Anche se non utilizzo questo blog così spesso come facevo un tempo, ogni tanto ci passo e, oltre a scrivere qualcosa, rileggo qualche vecchio post. Mi piace farlo, perché mi fa comprendere quanto, per certi versi, nel corso degli anni io sia cambiata e quanto invece sia rimasta uguale a me stessa in tante cose. Quando ci passo, mi diverto anche a fare un salto sulle pagine dei miei amici, per vedere un po’ che dicono; un po’ come quando vivi fuori, torni a casa e vai a trovare i tuoi amici per sapere come stanno.

Beh, i miei amici non dicono più niente. Alcuni hanno cambiato casa, ma si sono dimenticati di dirmi dove si sono trasferiti. E, sinceramente, la voglia di cercare la loro nuova dimora proprio non c’è, perché già è tanto che passo da casa mia. Altri hanno proprio chiuso baracche e burattini, perché si sono scocciati, perché il dominio è scaduto, perché ognuno fa le proprie scelte. Altri, invece, non scrivono da molto. Anni. Alcuni quasi dieci. E ammetto che vedere queste pagine abbandonate mi mette tanta tristezza.

Non fraintendetemi, io so perfettamente dove siano queste persone e cosa stanno facendo nella loro vita; le seguo su Facebook, ci parlo e alcune le incontro anche per strada; quindi non è che non le veda proprio più. Ma, ugualmente, quelle pagine mi mettono malinconia. E pure tanta. Perché mi ricorda il tempo che passa, gli hobby e gli interessi che mutano, ma anche quegli anni in cui era tutto un fiorire di blog, dove la gente scriveva e parlava di sé, delle proprie passioni, e gli altri leggevano e commentavano persino. C’è stato un periodo in cui io stessa scrivevo almeno un post al giorno. Oggi invece mi chiedo come diavolo facessi e dove trovassi il tempo, tra studio e università.

Perciò, Zac!, via la sezione, via la malinconia. Di tutti quei link se ne sono salvati solo due, che sono confluiti nei link dei siti che frequento più spesso (e a cui accedo direttamente dai preferiti, ma va beh). Credo che sia piuttosto indicativo il fatto che appartengano a blog di persone che non parlano di se stessi, ma dei loro lavori/hobby.

Ogni tanto, mi chiedo se esiste ancora qualcuno che, come me, continua imperterrito a scrivere sul proprio blog episodi della propria vita privata, anche se non in maniera continuativa. Altre, invece, mi domando se c’è ancora qualcuno che le legga, le sciocchezze che scrivo. Poi mi riprendo e mi dico che non importa: in fondo, questo posto è la mia casetta virtuale ed è bello poter tornare, anche solo una o due volte l’anno, per aprire le finestre e arieggiare un po’ le stanze.

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