City Hunter Shinjuku Private Eyes: una opinione

Attenzione: post assolutamente senza una logica, dedicato a City Hunter Private Eyes. Se solo il nome vi fa alzare gli occhi al cielo, perché sapete che potrei disquisire per ore su questo titolo sul perché lo ami così tanto e su quanto gli debba, ignorate tutto ché è meglio.

In realtà, avrei voluto scrivere queste parole ieri, ma ero ero ancora su di giri dopo la visione del film e a parte una serie infinita di cuoricini non avrei potuto dire molto di più, perciò ho aspettato di essere un po’ più lucida (per la cronaca, non credo di esserlo, quindi sete avvisati).


In sintesi: a me il film è piaciuto. Molto. Moltissimo. Testimoni possono affermare che, uscita dalla sala, saltellavo come una pazza esclamando “È stato bellissimo, è stato bellissimo!” (ringrazio quelli del cinema che non hanno chiamato la neuro). Certo, la mia coscienza di spettatrice critica e rompiscatole mi impone di notare che, sì, il cattivo della situazione aveva motivazioni un po’ MEH (anche se, con tutti i pazzi che governano oggi sul nostro pianeta, non è che nella realtà stiamo messi meglio), che ogni tanto mi chiedevo “Ma tutte ‘ste esplosioni sono veramente necessarie?”, che a volte c’era qualcosa che mi lasciava perplessa (anche se non so se dipenda proprio dal film, dalla resa italiana o, semplicemente, dalla mia mente malata; comunque, ho intenzione di vederlo in giapponese appena possibile, perché ci sono alcune frasi che secondo me, hanno più interpretato che tradotto – non che mi lamenti, eh, ASSOLUTAMENTE!, ma sono curiosa di capire se ho ragione).

Però. Però, io l’ho amato. Tanto. Perché c’è tutto: comicità, azione, romanticismo (e no, non sono assolutamente d’accordo con coloro che cercano “qualcosa di più” tra i due. Sminuirebbe il bellissimo e particolarissimo rapporto che lega i protagonisti e l’opera stessa. E poi, per quello esistono le fanfiction) e tutti e tre gli elementi sono stati sapientemente mischiati. È stato il film che mi aspettavo che fosse. Anzi, ancora meglio. I riferimenti al manga – che mi hanno fatto ancora una volta sperare in un reboot – e la scelta di usare la OST dell’anime, poi, mi hanno mandata in brodo di giuggiole. Non nego che durante la visione mi sono trattenuta con forza per non cantare (dubito che i presenti avrebbero gradito XD). Ma nei titoli di coda non ce l’ho fatta e mi sono unita ai TM Network. Titoli di coda fantastici, tra l’altro, da ascoltare e soprattutto da vedere. (Ma lo sapevano che Get Wild e Still love her sono le mie canzoni preferite? Sono letteralmente impazzita! *_*)


Ma ciò che ho amato di più, ciò per cui sono tornata a casa quasi saltellando dalla gioia (e secondo me qualche passante avrà pensato che ero sotto effetto di droghe pesanti) è stato riascoltare Guido Cavalleri e Jasmine Laurenti nuovamente nei panni di Ryo e Kaori. I MIEI Ryo e Kaori. Coloro che, quando avevo 12 anni, mi hanno fatto innamorare di questi personaggi. Le persone di cui sento ancora le voci nella testa quando scrivo fanfiction su questo manga. Sono sempre loro, dopo oltre 20 anni sono esattamente come li ricordavo. È stato… un ritorno al passato. Uno stupendo ritorno al passato. Ad un certo punto, non ho potuto fare a meno di pensare “Oddio, quanto mi siete mancati!”, non sapendo bene se mi stessi riferendo ai personaggi o ai loro doppiatori, perché una cosa è rivedere puntate viste e riviste, un’altra è avere di fronte una nuova avventura. Al cinema. Sul grande schermo. con un audio di tutto rispetto. Mi è dispiaciuto solo non ascoltare di nuovo Elisabetta Cesone nei panni di Miki (anche se, c’è da dire, Chiara Francese mi è piaciuta). Anche la versione italiana di Get Wild di Stefano Bersola a me è piaciuta molto e non capisco tutte le critiche che ho letto in giro. Voglio dire, non è che ci hanno messo una sigla nuova, italiana, che non c’entra nulla; è la semplice traduzione italiana dell’originale. E ve lo dice una che ci ha messo ANNI ad accettare la sigla italiana della serie, troppo legata a quelle giapponesi con cui l’avevo conosciuta (nel caso non si sia capito, sono, ehm, un tantino possessiva con tutto quello che riguarda City Hunter XD) e solo poi ho imparato ad apprezzarla. Tra l’altro, è proprio alla fine dei titoli di coda, quindi basta andarsene se proprio non la si vuol sentire.
Che dire ancora, dunque? Se non l’avete ancora fatto, siete ancora in tempo, andate a vederlo! Se siete fan, ne vale la pena e, se non l’avete mai visto, è la buona occasione per conoscere Ryo, Kaori e tutti gli altri e innamorarvi anche voi di questa serie.


PS: Un grazie speciale va alle due povere vittim- ehm, amiche che hanno deciso di accompagnarmi, anche se non sapevano praticamente niente di City Hunter, e che non essere scappate a gambe levate durante i miei momenti di delirio pre, durante e post film XD.

PPS: Non ho letto ancora nessuno che ha citato Minibozu. Perché? È un amore! <3

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