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Happy B-day!

Tanti auguri a te! Tanti auguri a te! Tanti auguri The sun and the moon, tanti auguri a te!

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Ebbene sì, amici miei, lettori sporadici, curiosi che per caso capitate su queste pagine, amici che conosco da una vita, sconosciuti che non avete mai messo piede su questo blog e forse lo metterete domani, tra due giorni, due mesi, due anni: il 23 gennaio questo blog ha compiuto dieci anni.

Dieci anni.

È un numero che mi spaventa, una montagna di tempo che non avrei MAI MAI MAI creduto, neanche nei miei sogni più folli, che sarebbe trascorsa. E pensare che creai questo blog per gioco, una sera come tante altre, tra un «Mi annoio!» e un «Ma sì, dai, perché no?», perché un’amica mi aveva incuriosita creando il suo.

Ogni tanto, mi piace tornare indietro nel tempo e rileggere qualche vecchio post per vedere quanto sono cambiata, se sono davvero cambiata, con il passare degli anni, ed è strano notare come, se per certe cose continuo a pensarla nella stessa maniera praticamente da sempre, in altre situazioni siano cambiate parecchie cose.
Per esempio, mica sono sempre stata così acida. Nossignore (sì, lo so, qualcuno se la sta ridendo, leggendo queste cose; eppure, vi consiglio di tornare indietro voi stessi di qualche anno per avere la conferma). Oddio, non è che sia mai stata la classica ragazza dolce e gentile, state tranquilli, ma se dovevo mandare, per esempio, a cagare qualcuno, ci pensavo molto prima di farlo; adesso, invece, mi faccio meno problemi.
Anche il mio modo di scrivere è parecchio cambiato: all’inizio era molto più infantile, ma poi, anche grazie alla scrittura, sono migliorata molto; adesso, sono conscia che il mio stile non sia più così ironico come un tempo, ma molto più diretto e incisivo. Oserei dire che tra questo punto e il precedente ci sia una correlazione, ma, sinceramente, della psicologia non me n’è mai fregato niente, quindi lascio agli esperti del settore la valutazione della cosa.
E poi, è cambiata la piattaforma. Splinder è morto e io sono passata ad Altervista, con WordPress; e, ovviamente, ho portato tutto con me.

Dieci anni.

Sì, continuo a ripeterlo, perché non riesco a crederci. Ricordo le prime volte, quando aprii il codice HTML e mi presi un accidenti, non sapendo assolutamente dove mettere le mani. E pensare che adesso frequento un corso per creare app! A pensarci bene, è stato grazie al fatto che volevo capire quel primo codice che alla fine mi sono appassionata alla cosa e ho studiato HTML e CSS; se qualcosa di buono ne uscirà fuori da tutto ciò, sarà anche e soprattutto merito di questo blog.

Quante cose sono accadute, in tutti questi anni. Quante cose ha visto questo blog, quante incazzature ha narrato, quante lacrime ho versato scrivendo della scuola guida, quante ansie pre-esame, quante recensioni entusiaste e distruttive su ciò che ho visto, letto, amato e odiato, quanti giochi e test idiotissimi. È stato su queste pagine che ho usato per la prima volta il termine DOZ, ormai da tutti dimenticato ma non da me; è stato da un commento casuale a questo blog che ho conosciuto tanti altri blogger, poi diventati amici o anche semplici conoscenti.
Quante persone ha conosciuto, questo posto. Persone a me molto care che sono uscite dalla mia vita o si sono lentamente eclissate.

Grazie, blogghino mio, per tutto quello che, senza che io me ne rendessi conto, hai fatto per me. Grazie per tutto quello che mi hai fatto conoscere, per avermi permesso di sfogarmi, crescere e maturare. Grazie per avermi accompagnato in questi anni. Il mio piccolo porto sicuro.
Da un po’ di tempo ti trascuro, lo so. Ma cercherò di rimediare (lo so, te lo prometto sempre e non lo faccio mai) e di raggiungere, con te, altri meravigliosi traguardi.

Buon 2015!

Visto che quest’anno ho quasi dimenticato l’esistenza di questo blog – tranne che per aggiornare la lista dei libri che sto leggendo – e di fare gli auguri di Natale a tutti voi che passate di qui (ma ce ne sarà ancora qualcuno, poi?), cerco di rimediare:

buon anno nuovo a tutti!

Che forse è anche più generale e più giusto, visto che di qui passano anche persone che non credono nel Natale e/o non credono proprio a niente.
Ed è forse ormai molto più nel mio stile, visto che, più passano gli anni, più il buonismo del Natale mi fa rivoltare lo stomaco: che senso ha farsi i regali il giorno di Natale, farsi gli auguri, baciarsi e abbracciarsi e poi dirsene di tutti i colori durante l’anno? Che senso ha fare cenoni e pranzoni da rotolare, quando tu, credente, dovresti sapere che il bimbo di cui festeggi la nascita (che comunque NON è oggi, tutti continuano a ripeterlo, e spero tu lo sappia, perché va bene credere (e io sono cristiana, eh, quindi all’esistenza di un tizio chiamato Gesù ci credo), ma chiudere gli occhi alla verità storica è un altro paio di maniche) è nato povero in canna, in una mangiatoia, riscaldato da un bue e da un asinello, con la compagnia di poveri pastori (d’accordo, alcuni di questi elementi sono tratti dai Vangeli apocrifi, ma non venitemi a fare gli esperti di filologia biblica ché non è proprio il caso)? Per una persona che crede (ma anche che non crede, eh), il Natale dovrebbe essere tutto l’anno.
Quindi, ripeto, non venite a farmi gli ipocriti del Natale ché non è il caso.

L’anno nuovo, dicevamo. Di solito, tendo a postare il classico giochetto sulle cose fatte quest’anno, sui buoni propositi per l’anno nuovo e roba del genere; quest’anno, dato che non sono proprio in vena, mi limiterò a una lista molto, molto sintetica:

LAVORO. Tabula rasa, come sempre, a parte i pochi soldini che il doposcuola fa entrare (che è meglio di niente, ok); ogni anno si spera che il prossimo sia quello della svolta, ma, sinceramente, non ci credo neanche più.
I tirocini sono andati anche troppo bene: 6 mesi per finire la schedatura del fondo dell’ENAL (che amo, credetemi, ma vorrei fare anche altro nella mia vita di presunta archivista), senza neanche uno straccio di rimborso, pagandomi anche l’assicurazione (sì, Mibact, ti ho maledetto allora e lo faccio ancora. Fai veramente schifo), per avere un attestato che si aggiungerà a tanti altri e i complimenti del Ministero, di cui me ne faccio ancora meno (e, giusto perché sono una persona educata, evito di dire dove dovrebbero metterseli, i complimenti). Il bando dei 500 schiavi per la cultura, ancora tirocini per una retribuzione indecente, poi, è ancora appeso da un anno e le mie bestemmie verso il Ministero si fanno sempre maggiori. Un anno per un bando di merda. Fuck you.
Per quanto riguarda la formazione, invece, ho fatto l’aggiornamento della patente europea (se non sapete cos’è, andate sul sito dell’AICA a controllare. Google, questo motore di ricerca sconosciuto!) e sto frequentando un corso di formazione per la progettazione di app. Risulto uditrice, quindi niente rimborso spese né indennizzo per le ore di frequenza, ma almeno sto imparando un sacco di cose nuove e interessanti; l’anno prossimo dovrei fare anche tre mesi di tirocinio – gratis pure quello – ma ormai ho capito che i soldi mi guardano da lontano e decidono che faccio troppo schifo anche solo per avvicinarsi.

VIAGGI: meno male che almeno questo settore è andato bene: sono stata in Sicilia, a vedere gli spettacoli al teatro greco. con i dottorandi del dipartimento dove ho fatto il servizio civile, e sono stati giorni meravigliosi; del resto, ero in giro con amici con i miei stessi gusti e interessi. Io amo la Sicilia, Siracusa è meravigliosa come la ricordavo, le opere sono state fantastiche, ho pure visto i luoghi di Montalbano con persone che sapevo splendide e che si sono confermate tali e con altre che ho scoperto essere ancora più meravigliose di quanto pensassi. A quando un altro viaggio? *_*
Neanche un mese dopo, sono stata tre giorni a Roma con Stefania e qui abbiamo incontrato delle amiche “virtuali” conosciute grazie al fandom di Saiyuki. È incredibile pensare che sono più di dieci anni che ci conosciamo e tutto grazie a un “semplice cartone animato” (cit.).

VARI: Per il resto, basta una breve lista:
– L’altro giorno ho bevuto per la prima volta lo champagne, portato dal fratello di Marica direttamente da Milano. Pur essendo brut, la bottiglia è finita in meno di cinque minuti. XD
– La mia idea di vedere serie British (e da un po’ anche americane) con i sottotitoli sta dando i suoi frutti: ho fatto due lezioni di sei ore con una madrelingua inglese e sono sopravvissuta. Ecco, magari la mia capacità di esprimermi un po’ meno, ma almeno la comprensione è arrivata integra fino alla fine. Grazie a questo, comunque, mi sto facendo  una cultura mica male su un sacco di cose: sull’incendio di Londra, sugli Impressionisti, i pre-raffaeliti e la vita di Marco Polo e ho conosciuto un sacco di romanzi di cui non sapevo neanche l’esistenza. E poi dicono che la TV non è educativa!
– Sempre restando in tema “telefilm addicted” finalmente mi sono vista serie cult Doctor who, Torchwood, Merlin e sono in brodo di giuggiole perché, dopo anni che lo dicevo, finalmente qualcuno in America ha capito che da una trilogia come The librarian si potesse trarre una serie; certo, io l’avevo immaginata un po’ diversa, con Flynn che restava protagonista indiscusso della serie, ma in fondo i nuovi non sono neanche male.
-I  telefilm non regalano solo belle storie, ma anche bei volti: ho scoperto quanto meraviglioso sia David Tennant, di cui piano piano sto recuperando tutta la filmografia (Tenth Doctor, quando mi vieni a prendere? *_*), mi sto chiedendo perché John Barrowman non possa essere bisex come il mio amato capitan Jack, ma poi mi rendo conto che già è felicemente sposato, quindi comunque non ci sarebbe storia, quanto siano belli gli occhi di Richard Armitage e ogni tanto sogno di incontrare Benedict Cumberbatch e iniziare a parlare di libri  e di Alan Turing con lui. Poi dicono che la TV non possa essere educativa parte seconda. U_U
– Sono molto fiera del fatto che abbia completato la mia sfida di leggere almeno 52 libri in un anno. Mi ero ripromessa di leggere più classici, ma forse ho chiesto troppo a me stessa, sia perché c’erano troppe chicche che m’interessava leggere, quindi il proposito dei classici è andato presto a farsi benedire, sia perché Il conte di Montecristo e compagnia non sono una lettura da “52 libri in un anno”, a meno che non si voglia fare una vera e propria maratona. Ma per me la lettura è piacere, non una gara, quindi, niente, sarà per la prossima volta. Comunque, qualche sfizio me lo sono tolto, eh, sia classico che non: per esempio, mi sono letta/sto leggendo le due saghe di Riordan sugli dei e i semidei dell’Olimpo, ho finito la saga di Shadowhunters, ho letto la trilogia di Larsson, che ho adorato alla follia e finalmente ho letto La linea d’ombra, Piccoli uomini, Margherita Dolcevita Le due città che volevo leggere da un sacco. Per le altre mie letture da “è nella lista dei libri da leggere” mi sto attrezzando. Sui manga invece mi sono arenata, ma spero di riprendere presto (anche perché ho un sacco di cose da prestare e restituire…).
– Mia sorella si è laureata alla triennale. Finalmente! Sì, lo so che non riguarda me personalmente, ma sono belle cose. U_U

HIT
Non amo particolarmente le classifiche, ma quest’anno ci sono state cose che oh-Mio-Dio-TUTTI-devono-conoscere-questo-capolavoro/sapere-che-è-una-cagata! *_*

LIBRI:
Il libro dell’anno
è stata sicuramente la trilogia di Larsson, Millennium: Lisbeth Salander è LA donna per eccellenza, per me. Se fossi lesbica, vorrei una fidanzata come lei. Punto.
La delusione libraria dell’anno: la seconda parte della saga di Shadowhunters della Claire. Oddio, ma che è ‘sta cagata? Come ha potuto creare una simile schifezza dopo Le origini?
La schifezza letteraria dell’anno: Hotel Iris, di Yoko Ogawa: Cinquanta sfumature di grigio, in confr0nto, è un capolavoro. E ho detto tutto.
La scoperta dell’anno: le saghe di Percy Jackson e quella degli dei dell’Olimpo, di Riodan: Gra me ne ha parlato tantissimo, quindi sapevo che mi sarebbe sicuramente piaciuta, ma leggerla mi ha fatto tutt’altro effetto; del resto, io AMO la mitologia. *_*

FILM, TELEFILM E ANIME
La serie dell’anno: Call the midwife. È stata una piacevolissima scoperta, che mi sono sparata in pochissimi giorni. Reale, profonda, emozionante. Una chicca.
Il personaggio dell’anno: Capitan Jack di Torchwood che ho amato tantissimo, anche se nella quarta serie fa la figura dell’imbecille. Ma per me la quarta serie, tanto, non esiste.
La delusione dell’anno: la terza serie di Sherlock e la nona del Dottore. Praticamente, Moffat. Dio mio che cagata. Ho aspettato il mio amato Sherlock per due anni per poi ritrovarmi una simile schifezza. Al solo pensarci, mi sale un nervoso…
L’anime dell’anno: in realtà ne ho seguiti pochissimi, ma la seconda serie di Mushishi e la nuova di Sailor Moon sono stati il regalo più bello made in Japan.
La canzone-sigla dell’anno: tre, stranamente, sono stati i miei capolavori di quest’anno: Let it go, di Fronzen,  Far From Any Road, di True Detective e Kimi to kare to boku to kanojo to, prima ending della nuova serie di Fairy Tail.

Per quanto riguarda i film, invece, nessuno mi ha veramente colpito; tante, invece, le delusioni, tra cui La Bella e la Bestia e Lo Hobbit: la battaglia dei cinque eserciti.

Il ricordo più bello di tutti: il viaggio in Sicilia e il mazzo di fiori per il mio onomastico da parte di tutto il personale dell’archivio di Stato di Bari.

Propositi per l’anno nuovo?
Ogni anno è la stessa storia: per quanti ne faccia, non riesco mai a realizzarli tutti – o comunque non quelli a cui tengo di più, come per esempio quello di prendere una dannata certificazione di lingua – quindi quest’anno non ne faccio proprio, fermo restando che alla fine sono sempre quelli: la benedetta certificazione, trovare un lavoro “vero” e quello probabilmente più fattibile: dopo aver letto più di 52 libri in un anno, adesso voglio dedicarmi ai “mattoni” (in termini di peso, non (solo) di contenuto).
L’anno prossimo vi farò sapere com’è andata. XD

Buona Pasqua!

Breve post giusto per augurare Buona Pasqua a tutti e, giusto perché male non fa, una Pasquetta senza pioggia a disturbare le vostre scampagnate! XD

 

Buona Pasqua 2011!


 

Giusto due righe per augurare a tutti voi una buona Pasqua!

Nonostante tutto quello che dissi l'ultima volta sul post lauream, circa il non aver niente da fare, ecco che invece  ad un mese di distanza non ho ancora fatto niente di quello che mi ero programmata di fare. Tra cene-pranzi-colazioni con amici-parenti-conoscenti per laurea, lavoro e altro, i miei giorni stanno correndo alla velocità della luce ed aprile sta volando via, esattamente come è arrivato.
Le uniche novità realmente interessanti sono dei corsi brevi di aggiornamento professionale, che sto seguendo alla biblioteca del consiglio regionale (brevi, ma utili per vedere a che punto è la biblioteconomia, soprattutto per una come me, che ha fatto il suo ultimo esame sull'argomento ormai quattro anni fa) e un convegno sulla PA, in cui ho incontrato Simone Aliprandi, responsabile del progetto CoypleftItalia, a cui devo tutto quello che so su Creative Commons, copyleft e parecchio di quello che ho imparato su diritto d'autore e affini; oltre a 3/4 di tesi di laurea triennale.
Sul campo lavorativo vero e proprio, nessuna novità: non sono stata presa allo stage tenuto dalla casa editrice per cui ho fatto il corso, ma in compenso ci hanno proposto dei progetti davvero interessanti, che spero realizzeremo; inoltre, avendo un attestato, potrò mandare curriculum alle varie case editrici, anche solo per un tirocinio presso di loro. Sempre quando avrò un minuto per aggiornare il curriculum e scrivere 'sta benedetta e-mail! XD
Per quanto riguarda il campo bibliotecario… avete domande di riserva? XD
 

Auguri, Italia!

Auguri, mia Italia. Sei così bella, piena di arte, cultura e meraviglie naturali. Il tuo popolo proprio non ti merita.

Fratelli d'Italia

Fratelli d'Italia,
L'Italia s'é desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.

Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
Che schiava di Roma
Iddio la creó.

Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamó.

Noi fummo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.

Raccolgaci un'unica
Bandiera, una speme
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò.

Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamó.

Uniamoci, amiamoci;
L'unione e l'amore
Rivelano ai popoli
Le vie del Signore.

Giuriamo far libero
Il suolo natio:
Uniti per Dio,
Chi vincer ci può?

Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamó.

Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;

I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.

Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamó.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.

Il sangue d'Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò

Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamó.

Auguri!

Augurissimi

di Buon Natale

e

di uno strepitoso anno nuovo!

Sì, lo so che l'anno scorso avevo promesso di fare gli auguri in modo decente, ma anche quest'anno non ne ho avuto il tempo! ç_ç Mi spiace! ç_ç

Questa casa non è una discarica. Ma quasi.

Finalmente, dopo settimane di lavori e imbianchini, imbianchini e lavori, polvere, polvere, polvere, casini, casini, casini, disordine, disordine, disordine, casa mia sta lentamente riacquistando le sembianze di una abitazione normale.
Sono stati giorni d’inferno, questi. Per chi non lo sapesse, casa mia è enorme: si tratta di una costruzione degli inizi del secolo scorso, composta da tante stanze grandi, con volte alte, pareti spesse, camere tutte comunicanti tra loro (quindi la privacy a casa mia NON esiste) piena di cose inutili, perché pare sia una cosa genetica non buttare mai nulla e accumulare, accumulare, accumulare.
E se la cucina e il soggiorno sono passati in maniera soft – abbiamo un’altra cucina e un altro soggiorno, dove ci siamo rifugiati in quei giorni – camera mia, che è la più grande della casa, insieme con un’altra stanza, è stata una tortura: io e mia sorella siamo andate a dormire in un’altra stanza ancora, mentre tutto veniva messo sottosopra; per quel che ho potuto ho raccolto in bustoni e scatoloni tutto il possibile, ma davanti alla quantità industriale di libri (miei, di mia sorella, di mia madre, di mio padre… e io sono l’unica lettrice in famiglia! Gli altri sono tutti testi scolastici!!!) presenti in camera mia, vedendo che dopo tre scatoloni pieni eravamo al punto di partenza, ho deciso che poco me ne fregava della polvere, potevano rimanere anche lì.
Ovviamente, adesso che abbiamo finito, dobbiamo riportare tutto a posto; peccato che dobbiamo di nuovo  spolverare per eliminare la polvere accumulata in questi giorni, che nel frattempo, i mobili abbiano cambiato posizione, alcuni siano cambiati, altri chissà dove sono finiti, e che io mi trovi con un sacco di roba che non so dove mettere, perché ha perso il suo posto originario. E tra questa roba, inoltre, oggetti e oggettini che più guardo, più mi chiedo perché li abbia, cosa ci facciano in camera mia, da dove diavolo siano arrivati, perché diavolo non mi ricordi di loro, e perché diavolo siano così tanti.
L’unico lato positivo di tutto ‘sto macello è che mio padre ha costruito due scaffali per mettere libri, che mi hanno permesso di liberare un sacco di scaffali per destinarli ad altri usi; in più, ho ritrovato un sacco di cose vecchissime, mie, di mia sorella e dei miei genitori che pensavamo perdute per sempre, o proprio buttate: ho trovato testi teatrali delle medie, quaderni delle elementari, appunti del liceo, vecchi racconti mai finiti, giocattoli di quando eravamo piccole… e libri, libri e libri di mio nonno, del mio bisnonno, datati anche inizi del 1800 e che sono, ovviamente, chiusi e sigillati e che nessuno toccherà senza il mio permesso: edizioni vecchissime di Promessi Sposi, lliade, Odissea e altri classici; appunti di scuola di chimica inorganica, vecchi manuali di greco e latino, dizionari con termini ormai desueti e un nuovissimo e aggiornatissimo atlante storico del 1890.
E siamo solo alla fine del primo tempo: fra qualche mese, toccherà alla seconda parte della casa.
Voglio morire!

Ah, gusto perché non ho idea di quando riuscirò a trovare la forza e la voglia di aggiornare, auguro fin da ora una buona, felice e serena Pasqua a chiunque passi di qui!