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Cronache di una servizio civilista 1.0: l’epopea di una convocazione

16 aprile 2012

Tutto cominciò più o meno un mese fa.
A quei tempi (concedetemelo, su!) ero una felice donzella impolverata, china su carte faldoni e fascicoli e svolgevo il mio (allora) tirocinio post-laurea (attuale non so cosa: volontariato?). Nei ritagli di tempo facevo finta di studiare presso la Scuola di Archivistica Paleografia e Diplomatica, provavo a imparare il giapponese e racimolavo qualche soldino facendo ripetizioni a due dolcissimi (?) e carinissimi (?) pargoli delle scuole medie. Di notte, invece, mi trasformavo nell’eroina che salvava il Mondo dal Male.
Detto in parole povere: a quel terzo posto alla graduatoria del servizio civile non ci pensavo neanche più.
Quel giorno, ero dunque alle prese con il mio ennesimo faldone e ogni tanto chiacchieravo con Benny – la mia amica e collega di tirocinio (o quello che è). Precisiamo che avevo – e ho – la cattiva abitudine di dimenticare completamente l’esistenza di un mezzo di couinicazione considerato da tutti fondamentale nella vita, quale, appunto, il cellulare; quel giorno, invece, stranamente, l’avevo messo sul tavolo praticamente appena arrivata.
Ed ecco che, ad un certo punto, il tavolo iniziò a vibrare. Confesso che mi ci volle qualche secondo per capire che era il mio cellulare; ma questi sono meri dettagli inutili. Non conoscevo il numero, ma compresi subito che era di Bari.
«Pronto?» chiesi titubante, fuggendo dalla sala studio (io).
«Pronto, mi scusi, lei è la signorina Nunzia?»
«Sì…»
«Salve, chiamo dall’Università di Bari…»
E qual è il primo pensiero che può passare nella mente di una persona che ha terminato l’università ormai da un anno? «Oddio, mi hanno annullato la laurea!» Ovvio, no?
«…la chiamo dall’Ufficio del Servizio Civile Nazionale…»
Per una persona normale, credo che quello sarebbe stato il momento dell’Illuminazione sulla via di Damasco. Invece il primo pensiero della sottoscritta fu un altro: poiché, quando feci domanda per la prima volta, il comune mi fece venire un mezzo infarto mandandomi a casa una lettera per chiedermi se accettavo che una ragazza che voleva fare ricorso accedesse ai miei dati, in quel momento il mio secondo pensiero fu anch’esso molto intelligente e addirittura elegante: «Ma fate che c***o volete con il mio curriculum!»
«…siccome le due candidate prima di lei hanno rinunciato, le interessa ancora fare il servizio civile?»
«….»
Qual è la risposta più intelligente che una persona interpellata su una simile questione potrebbe dare? «Credo di sì…»
«Come crede
E giustamente.
«Mi scusi» cercai di riprendermi io in corner «Questa chiamata non me l’aspettavo proprio!»
Ma no! Non si era capito! Credo di capire perché quelli dell’ufficio si ricordano il mio nome.
Inutile tediarvi sul resto della telefonata: mi fu comunicato che non avrei iniziato subito come gli altri, ma più tardi, ma che mi avrebbero fatto sapere. Chiesi, per cortesia, di saperlo appena possibile, perché volevo poi organizzarmi con il tirocinio in archivio; loro, gentilissimi, mi assicurarono che l’avrebbero fatto.
Siccome so che la cosa vi interessa, sappiate che, quando tornai in sala studio, la domanda di Benny fu «Che è successo?». La mia espressione non l’ho potuta ovviamente vedere, ma riesco perfettamente ad immaginarmela.
Trascorsero così vari giorni senza che mi giungesse alcuna buona nuova: ovviamente andai anche a chiedere alla sede e, nel frattempo, mi organizzai con le cose che stavo facendo: sbolognai lasciai i miei piccoli pargoli nelle amorevoli mani di mia sorella – che, per questo mese, ha fatto lezione con me, a mo’ di tirocinio XD – e intensificai la mia attività in archivio: praticamente fino a venerdì scorso, sono andata tutti i giorni dalle 8.30 alle… a quando i mie occhi non reclamavano pietà, tranne il venerdì santo.
E fu proprio quel giorno – in cui, causa i riti della sera precedente, decisi di non andare in archivio – che mi giunse L’email. Quella in cui mi veniva detto che la mia presa di servizio iniziava il 16 aprile 2012. Cioè oggi.
E non c’è bisogno che vi comunichi quale fu la mia reazione quel giorno: «Così presto? Ma io devo finire in archivio!»
Da martedì 10 in poi la mia giornata è stata costellata da un unico, costante, pensiero: schedare. Ho vissuto di panini e caffè per poter fare più lavoro possibile. Non è servito a niente il fatto che la dirigente dell’archivio di Stato mi abbia detto che posso fare con calma, con i miei tempi, che non c’è fretta e che la mia tutor continuasse a dirmi “Non ti preoccupare!”. Io, almeno questo carico, dovevo finirlo. Era una questione di principio.
Ma il destino avverso ci ha messo più volte lo zampino.
Martedì sera, trovai una mail in cui mi si avvisava di alcuni incontri per il Servizio Civile che si sarebbero tenuti giovedì pomeriggio e venerdì mattina. Incontri che, ovviamente, mi avrebbero distolto dalla mia Missione. Ma poi, valevano anche per me se la mia presa di servizio sarebbe stata dopo? Onde evitare perdite di tempo, chiesi informazioni e, fortunatamente, mi venne detto che no, potevo anche non andare, potevano vivere benissimo senza di me. E, mi spiace dirlo, non ci andai.
Pensai che, superata la Prova del fato, con il ritmo che avevo, sicuramente entro venerdì avrei finito.
E invece no. Ancora una volta il Destino mi era avverso.
Giovedì sera, infatti, ricevetti un’altra email nella quale mi si comunicava che sarebbe stato preferibile avere entro il giorno della presa di servizio il codice IBAN della banca. Peccato che io non avevo codice IBAN, perché non avevo ancora il conto corrente. Ok, “preferibile” non vuol dire obbligo, ma poi, quando avrei avuto tempo di andare in seguito? Meglio togliersi il dente e via il dolore. E così, a due faldoni dalla fine, a malincuore, tornai a casa per espletare queste formalità.
Ah, a proposito: non sapevo che la banca permettesse di depositare soldi dalle macchinette ATM. Quando mi è stato riferito, i miei occhi sbrilluccicavano dalla gioia, neanche mi avessero detto che ero stata assunta a tempo indeterminato: le immagini delle mie infinite code in Posta, per depositare soldi, erano ancora troppo vivide nella mia mente, per non sconvolgermi.

Com’è stato iniziare il servizio civile in una biblioteca in cui ho per lo più richiesto libri per la tesi e nell’università in cui mi sono laureata?
Strano.
È stato strano risalire quei gradini non per studiare, ma per lavorare in un luogo che, checché se ne possa dire – e checché IO ne possa dire – ho amato molto e continuo ad amare. E che mi manca da morire.
Mi hanno detto un sacco di cose, oggi. Parecchie non le ricordo più, infatti sono già armata di carta e penna per organizzarmi al meglio. Ho anche iniziato a fare le prime digitalizzazioni – un microfilm e un libro – e ho aiutato un’utente. Sono soddisfazioni! XD Certo, se riuscissi a non litigare con la macchinetta antitaccheggio e con la chiave del bagno (!) sarei molto più felice, ma per questo ci stiamo attrezzando.
Qualcuno potrebbe pensare che, a questo punto, dovrebbe troneggiare il classico “The end” (almeno per oggi) da “vissero tutti felici e contenti”.
E invece no.
La mia fissazione sugli ultimi due famosi faldoni ha continuato a perseguitarmi ancora: mentre ero a cena da Corimma sabato sera, al Levantecon ieri, mentre digitalizzavo oggi (lo so che state pensando «Ma non avevi un cavolo da fare? Come potete vedere… sì!»…
Dovevo terminarli. Dovevo!
Il Destino, stavolta, è accorso in mio aiuto. Poiché oggi ho terminato alle 14, ho potuto fare un salto in archivio. Come avevo immaginato, se fossi rimasta due ore in più come facevo di solito ce l’avrei fatta: ci ho messo esattamente due ore e quindici minuti per terminare il tutto, compresa la breve pausa di cinque minuti.

E da domani?
Da domani si vedrà. E sarà quel che sarà. Dovrò imparare un sacco di cose, ma non mi spaventa: quando iniziai il tirocinio in archivio di Stato, ero perplessa, perché gli archivi non mi sono mai piaciuti tanto come le biblioteche; eppure, mi sono ricreduta e ho iniziato ad amare il fondo che sto schedando (fondo di cui un giorno, quando avrò trovato le risposte che cerchiamo, vi narrerò le vicende – non fate quelle facce, eh! Sappiate che persino Sherlock Holmes lo troverebbe interessante! U_U) e, stando in sala studio, a contatto con gli archivisti, ad apprezzare sempre di più il loro lavoro. Potrei capire, che ne so, che in fondo mi aspettavo cose diverse, oppure che continuo a preferire le biblioteche agli archivi. Certo, ho già fatto altre due esperienze in biblioteca, ma erano luoghi diversi e poco “biblioteche”, senza OPAC, senza vera ricerca, senza veri utenti (per lo più o avvocati che cercavano esiti in Cassazione e ragazzini che volevano leggere)…
E per la scuola di APD e il giapponese, mi chiederete voi? Tranquilli: volere è potere, diceva qualcuno. Basta organizzarsi e tutto andrà bene. O almeno spero.

my life

Perché non ti trovi un fidanzato?

2 aprile 2012

Sarà perché quest’anno compio 28 anni, sarà perché la gente si diverte a rompermi le scatole con ‘sta storia perché sa che mi urta da morire, ma, ultimamente, sempre più spesso mi sento apostrofare con frasi come «Perché non ti trovi un fidanzato?».

Ora, gente – so che probabilmente non passeranno mai di qui; ma al massimo potrei linkare loro questa risposta, così non dovrei ripetermi con tutti -
io non so come funziona dalle vostre parti o nella vostra vita, ma, dalle mie parti e nella mia vita, non è che uno suona il citofono, una bella mattina, dicendomi “Ciao, cara, sono bello, intelligente, serio, simpatico, divertente ma non idiota, proprio come piace a te, e voglio diventare il tuo ragazzo.” A parte che, se succedesse una cosa del genere, chiamerei immediatamente la neuro e la polizia temendo di avere a che fare con uno psicopatico, di solito, dalle mie parti e nella mia vita, funziona  che una persona esce per strada, fa la sua vita, conosce persone e, tra queste persone, forse, un giorno, potrebbe capitare d’incontrare la persona di cui  si innamora.
Ora, se già tenete conto che i miei gusti sono MOLTO difficili – e no, non parlo dell’aspetto fisico, ma del cervello, che ormai sembra non esistere più (sia negli uomini che nelle donne, eh; non voglio discriminare nessuno!) – quindi è già altamente improbabile che avvenga questo, vorrei ricordarvi un altro secondo, piccolo, insignificante, particolare: la persona suddetta deve anche trovare interessante me. E innamorarsi.
Sento già risate soffocate, quindi non penso che ci sia molto da aggiungere. So perfettamente che ho un carattere, dei gusti, dei modi di fare molto particolari che farebbero scappare qualsiasi ragazzo – e se non dovesse scappare, beh, avrebbe davvero bisogno della famosa neuro di cui sopra.
Capirete quindi che far coincidere i miei gusti  con quelli dell’ipotetico ragazzo di turno che passa per strada, è molto difficile – impossibile, direi io, ma chi sono io per mettere limiti alla Provvidenza Divina?
E no, checché ne pensiate voi, non mi sto buttando giù né deprimendo, eh; sto semplicemente facendo una constatazione oggettiva. Mi conosco benissimo da sola.

Risolta quindi la questione su come io non abbia mai trovato un ragazzo in svendita all’IKEA, la domanda che io pongo a voi (a parte un: «Ma che ve ne frega?») è: ma è così tanto importante, oggi, per una donna del Duemila, dover per forza trovare un uomo?
No, seriamente: questo discorso poteva andar bene qualche decennio fa, quando la donna non lavorava e la sua massima aspirazione era trovare un buon partito, accasarsi e fare figli belli e sani che avrebbero portato avanti la discendenza. Oggi – nel 2012 – le donne studiano, hanno un lavoro, possono vivere del proprio lavoro e non essere necessariamente legate allo stipendio di un uomo.
Non dico che le donne non debbano desiderare di costruirsi una famiglia, avere dei figli su cui riversare il loro amore – è scritto nel nostro DNA -; dico solo che legarsi necessariamente a questo fantomatico amore, deprimersi perché non si trova un uomo, perché “gli anni passano, tutti si stanno sposando mentre io no” è una cosa che mi urta profondamente – e che dovrebbe infastidire tutte le donne che si definiscono “emancipate e indipendenti”.
Sento già qualcuno uscirsene con la perla «Ma non è triste, invecchiare da soli?»
Sarei tentata di rispondere che «Meglio soli che male accompagnati», ma poi mi si apostroferebbe che sono sempre la solita acidona. Ops.
Il mio desiderio, adesso, che sono laureata e che sto regalando il mio tempo per fare tirocini, è trovare un lavoro. Un lavoro che mi permetta, possibilmente, di mettere a frutto quello che ho imparato finora (e non rendere vani i tanti soldi regalati all’università, magari). E, se così non fosse, vorrei un lavoro per avere una mia indipendenza economica, che mi permetta di fare quello che voglio, andare dove voglio, vestirmi come voglio, comprare quello che voglio senza dover dipendere da nessuno. E, se un giorno qualcuno dovesse suonare al mio citofono, se dovessi davvero incontrare quel folle che s’innamorasse di me e che al contempo mi piacesse…
…allora la gente comincerebbe a rompere con matrimonio, figli e menate del genere.

Ma farvi un pacco di cavolacci vostri no, eh?

inside myself

30 giorni di Anime/Manga

30 marzo 2012

Ok, ve lo prometto: per un po’ questo sarà l’ultimo (anche perché mi sono un tantino scocciata pure io! XD)!
Anche stavolta, rispetto a quando ho postato le stesse risposte su FB, ne ho cambiate alcune, per ovvi motivi.

 

 
1) Il tuo manga/anime Shonen preferito
City Hunter: come manga e anche come anime. *_* Ma non disdegno neanche Death Note (più come anime e, soprattutto, per la prima parte: i monologhi di Raito, su carta, mi distruggono!) e Full Metal Alchemist (manga e, per l’anime, la serie “Brotherhood”).

2) Il tuo manga/anime Shoujo preferito
Nodame Cantabile!, ovviamente (anche se, specifichiamolo, è un josei XD)!

3) Il personaggio Shonen che preferisci
Ryo Saeba di City Hunter, ovviamente! XD

4) Il personaggio Shoujo che preferisci
André di Lady Oscar e, per non far torto alle donzelle, Sunako di Yamato Nadeshiko Shichi Henge (aka Perfect girl evolution).

5) Il primo manga che hai letto
Il primissimo manga che ho letto, anche se non sapevo ancora fosse tale, è stato uno dei primi volumetti di Sailor Moon, nella vecchissima edizione Star Comics (che, adesso, conservo come una reliquia). Lo comprai in una edicola vicino casa mia, ero piccina picciò e infatti quel “fumetto” non mi piacque proprio, perché i nomi erano diversi e “La storia è diversa!” LOL. A ripensarci ora, mi viene da ridere.
Con cognizione di causa, invece, il primo manga che ho letto (NON comprato), è stato un volume di Ranma della vecchia edizione, precisamente quello in cui appare Collant Taro (non mi ricordo il volume, sorry!). Il primo manga VERO, con lettura orientale intendo, è stato anche il primo che ho comprato, ossia il penultimo volume di City Hunter (che culo, eh!), edizione Star Comics.

6) Il primo anime che hai visto
Ahahahahahah! Io guardo anime da quando sono nata, praticamente. XD Nei miei primi ricordi ci sono Ufo Robot e compagnia,Lady Oscar e Candy conle sue odiatissime amichette portasfiga.
Invece, il primo anime guardato in giapponese con i sottotioli in italiano (o inglese), è stato Sayuki Reload: ricordo ancora che avevo un pc con un HD piccolissimo e Annamirka mi riduceva gli episodi e me li passava tramite mIRC. Ah, che bei ricordi! XD

7) Il manga/anime che ti ha commosso maggiormente
Come ho detto altre volte, commuovermi è molto difficile, se non quasi impossibile. L’unica serie che ci è riuscita è stata Toward the Terra – Terra e: a chiunque la guardi (e sia più normale di me), consiglio una scorta di Kleenex, perché è di una tristezza infinita. Un’altra cosa che mi fece tanto male al cuoricino fu il finale di Chrno Crusade: vederli lì, addormentati… T___T Credo che sia una delle scene più belle e tristi che abbia mai visto!

8) Il manga/anime che rileggeresti/rivedresti senza mai stancarti!
Sono due, ambedue andati in onda su canali regionali in loop: City Hunter (per il quale vale anche il manga) e Virtua Fighter. E io, da brava malata, me li sono visti di continuo, tanto sapere il titolo, la trama e le battute degli episodi praticamente a memoria!

9) Il personaggio manga/anime che ti piace di meno
A parte le Candy Candy, Georgie e MarySue-porta-sfiga-e/o-piagnone-insulse-che-però-amano-tutti-ma-non-si-sa-perché varie (e che io pesterei a sangue), direi Setsuna (Sara anche, ma tanto fa già parte del primo gruppo) di Angel Sanctuary: un ragazzo più co*****ne di lui, non mi ricordo di averlo mai trovato, in un manga.

10) Il tuo primo Cosplay
Passo: mai fatto cosplay in vita mia, anche se mi piace un sacco. Che lo facciano gli altri, intendo.

11) L’anime/manga più divertente che conosca
Full Metal Panic Fumoffu: per quante volte riveda gli episodi, continuo a ridere come una scema, anche se (o forse proprio perché) so quel che succede! XDDDD

12) Quello che ti è piaciuto di meno
Dando per scontate le serie delle Candy Candy, Georgie e MarySue-porta-sfiga-e/o-piagnone-insulse-che-però-amano-tutti-ma-non-si-sa-perché varie che ho citato qualche domanda fa, direi Jesus Christ! di Miwa Ueda, forse il manga più insulso, insignificante e idiota (tant’è che non ricordo neanche la trama, ma soltanto quanto mi facesse pena) che abbia mai avuto la sfortuna di leggere.

13) La tua Opening/Ending favorita
Una sola è impossibile dirla, con tutte le serie che ho visto! XD Attualmente è: Ashita, Boku wa Kimi ni Ai ni Iku, dei Wakaba (opening della prima serie di Sekaiichi Hatsukoi, – e attualmente mia suoneria. Uno dei miei primi amori – e mia suoneria per 10 anni – è stata Change The world, dei V6, prima opening di Inuyasha.

14) La tua coppia preferita
Ryo e Kaori di City Hunter, ovviamente! Se è la mia serie preferita, un motivo deve pur esserci. XD

15) Il personaggio in cui ti rivedi maggiormente
Sheska di Full metal Alchemist! XD

16) Un personaggio che ti è dispiaciuto veder morire
Noriko in Fushigi Yuugi: ci rimasi davvero malissimo, visto che oltretutto, visti i disegni pucciosi dell’autrice, non mi sarei mai aspettata una simile cosa. .__. Poi ho capito che la Watase ha il vizio di ammazzare gente random e mi sono consolata (per modo di dire).

17) Il manga/anime che stai leggendo/guardando in questo periodo
Uno solo? Fra comprati e prestati, contemporaneamente leggo un sacco di titoli e vedo un sacco di anime. Direi che, come volume, ho appena finito di leggere Bleach vol 51 (prestatomi da Stefania), mentre, come anime della stagione, sto aspettando gli episodi di Ai no Kusabi e Phi Brain: Kami no Puzzle. Più arretrati vari e serie vecchie che stanno subbando adesso.

18) Il manga/anime che ricorderai per sempre
Probabilmente I cavalieri dello zodiaco: se non fosse stata per questa serie e per Pollon molte cose adesso sarebbero diverse. È grazie ai cavalieri che ho amato la mitologia, mi è venuta la fissa di studiare il greco e ho frequentato il liceo classico.

19) Il tuo liveaction favorito
Liar Game. *_*

20) Il personaggio che vorresti essere anche solo per un giorno
Mah, direi che uno solo non ce n’è, nel senso che dipende dal manga che sto leggendo o dall’anime che sto vedendo in quel momento. Ultimamente, ogni volta che vedo una nuova puntata di Fairy Tail penso sempre che mi piacerebbe poter vivere almeno un giorno in una gilda così pazza. XD Al posto di chi? Uhm, nessuno, dato che mi piacerebbe conoscere tutti! XD

21) Una foto con il primo gadget che hai comprato
Impossibile, perché non ho alcuna intenzione di andare a setacciare la soffitta per vedere che fine hanno fatto. Ergo, mi fermo ad un link.
Avevo Princess Serenity, Sailor Mercury e Sailor Venus. Quanti anni saranno passati? °_° ‘na ventina, più o meno.

22) L’anime/manga che ti ha spinto a guardarne altri
Come dicevo altrove, io ho sempre guardato anime, sin da piccola. Ciò che mi ha spinto a guardare gli anime subbati, invece, non è stata tanto una serie (anche se con Saiyuki Reload scoprii il meraviglioso mondo del fansub), ma l’adsl flat e il pc nuovo che mi permisero di spulciare al meglio il mondo del fansub e di conoscere Animeclick, ancora oggi la mia primaria fonte di reperimento sia di informazioni in italiano che di anime.

23) Il manga/anime che ti ha influenzato maggiormente nelle tue scelte
Come ho già detto Pollon e I cavalieri dello zodiaco: molte delle mie scelte di vita sono dipese dall’amore che queste serie mi hanno fatto provare per la mitologia classica.

24) Una delle scene più belle di un anime/manga a tua scelta
Nel volume 5 di Viewfinder ho letteralmente amato l’ultimo capitolo, quando ad Asami viene un colpo pensando che Akihito sia morto. Ma la scena che amo è quella finale dell’extra, tanto che mi ha persino ispirato una (l’unica, per adesso) mia fanfiction sulla serie.

25) Un personaggio che ti è sempre piaciuto
Mah, difficile sceglierne uno solo! O_O Diciamo Vera Oriki di Mila e Shiro (ve la ricordate?): tutte preferivano Mila o Nami o Kaori, ma a me lei è sempre piaciuta un sacco! *_*

26) Il tuo mangaka preferito
Di solito vado a titoli, non ad autori. Comunque in questo momento direi Hinako Takanaga. Mi piacciono sia i personaggi che i disegni.

27) Il tuo doppiatore preferito
Italiano o giapponese? Sull’italiano, sicuramente Simone D’Andrea, Andrea Ward e Fabio Boccanera. Giapponesi, invece, Mamoru Miyano e Daisuke Ono. Sì, mi piacciono le voci calde e profonde! *_* Una menzione speciale va a Daisuke Namikawa, perché adoro tutti i personaggi che doppia. XD

28) Un personaggio strano che ti ha sempre incuriosito
Ubaldo, di Sailor Moon. Non che mi abbia particolarmente incuriosito, ma, se mi dite personaggio strano, io penso subito a lui! XD

29) Un personaggio che non credevi avresti amato così tanto
Ginko di Mushishi. Semplicemente, lo amo!

30) Il manga/anime di cui porterai gli insegnamenti per il resto della vita
Ogni anime/manga mi ha insegnato qualcosa d’importante, anche piccola: le serie sportive (quelle sul calcio, sulla pallavolo, Slam Dunk, Touch, Ginban Kaleidoscope ecc…) a conoscere e ad apprezzare sport visti – e non sempre – in tv (e che dire di Chihayafuuru, che mi ha fatto conoscere il karuta, finora mai sentito nominare?); Pollon ad amare la mitologia; Virtua Fighter qualcosina sulle arti marziali; Cesare, Cristoforo Colombo, Eroica, Lady Oscar e compagni un sacco di cose sulla storia; Nodame Cantabile e La corda d’oro ad apprezzare e a riconoscere alcuni brani di musica classica; i meisaku (anime tratti dai libri), che mi hanno fatto conoscere e apprezzare titoli mai letti, a ricordare quelli già letti, o mi hanno spinta a leggerne altri… Per non parlare di quante parole giapponesi io abbia imparato senza neanche rendermene conto! XD
Alla faccia di chi pensa che gli anime siano inutili e per bambini! U_U

giochi e test, letture

30 giorni di Fanfiction

11 marzo 2012

Sì, ok, lo so che lo sapevate. Potevo io, che adoro da morire ‘sti giochetti cretini, che adoro leggere, che sono una ficwriter e ficreader fermarmi a un gioco librario, quando Facebook pullula di taaaaanti giochetti su taaaaanti argomenti! *_* Certo che no! E così ecco a voi un altro su uno dei miei amori: le fanfiction (e, in generale, la scrittura amatoriale). In realtà il gioco originale si riferisce solo alle storie postate su EFP, ma siccome io non sono mai stata monoarchivio (e, oltretutto, molte delle mie storie preferite sono altrove), ho deciso di dargli un’impronta più generale.
Rispetto alle mie risposte su FB, qui ne ho cambiate di più perché mi sono accorta di aver citato alcune storie un po’ troppe volte. XD Questo è accaduto perché non avevo letto tutte le domande prima; adesso che le conosco tutte, è molto più facile poter scegliere altre storie. Ovviamente, non sempre ce l’ho fatta: dopotutto, quando una storia – o la produzione di un autore – è meravigliosa, lo è e basta. Anzi, mi fate un favore piccolo piccolo? Se magari una di queste storie vi colpisce e volete leggerla, RECENSITELA: in fondo questi giochi servono anche a sponsorizzare bravi autori e belle storie… e magari ad aumentare l’autostima di un autore grazie a qualche recensione! XD
Ah, e state pure tranquilli: non posterò solo post di questo genere d’ora in avanti. Forse.

A voi!

1. Una storia che ti ha fatto ridere
No Tinkling Please, We’re British, di Roxe (come tutte le storie di questa autrice), perché, beh… è IC, è divertente, è… bellissima! Mi fa morire! XDDDDD

2. Una storia che ti ha fatto piangere
Difficile da dire, perché è molto raro che una storia mi commuova fino alle lacrime. Ricordo che mi piacque moltissimo fu L’angelo Mitsui, di Kaeru, ma anche varie fanfiction su Saiyuki.

3. Una storia che ti ha fatto riflettere
Ormai quella storia non esiste più. Era di Eneri, si trovava su fanfiction.it e… più che una storia era una specie di sfogo su quanto i rapporti “virtuali” potessero essere veri e belli come quelli reali. Non ricordo neanche il titolo, anche se ce l’ho sicuramente su qualche cd di backup.

4. Una storia che ti ha fatto battere il cuore.
Starry Christmas, di Wren. Perché è dolcissima, romantica, divertente e… e tutto! *_* Se solo la finisse presto! ç_ç

5. Il personaggio più cattivo
Difficile, perché ogni storia ha il suo. Però Nabiki di Ne resterà soltanto uno, di Tiger Eyes penso che si piazz bene in classifica. Già adeso mi fa venire la pelle d’oca; non oso immaginare più in là!

6. Il personaggio più dolce
Benjamin, l’omonimo protagonista della storia di Lisachan. Ok, ce ne sono tantisismi altri, ma il primo che mi è venuto in mente è lui.

7. Il personaggio che più ti ha fatto incazzare
Simone, di Secret’s Blues di BlueSmoke. Perché, beh, non lo posso dire, sennò è spoiler! XD

8. Il personaggio più divertente
Tony, di Una tazza per due, di Graffias: mi fa morire! XDDD

9. Il personaggio più tormentato
Di solito evito storie troppo trippose, ma uno dei personaggi che mi sono rimasti impressi è Sanzo de L’urlo silenzioso dell’anima, di Victor. Sì, c’è da dire che lei è una MarySue fatta e finita, e che non so se oggi mi piacerebbe ancora, ma, quando uscì, l’adorai. Madò, ma quanti anni sono passati= XD Era il… 2003 o 2004, credo.
Avrei voluto citare altre fic, ma poi con gli autori diverrei monotematica. XD

10. Il personaggio che hai odiato di più
Posso dire Il Consiglio di Foedus Custodum, di Graffias? Sì, posso.
Sappiate che questa storia sarà nominata spesso, eh.

11. Un personaggio in cui ti sei immedesimato
Dana, di Martini&Cioccolato di Nee. Praticamente sono io.

12. Un personaggio che vorresti avere come amico/a
Odio ‘ste cose, perché non posso dare una sola risposta! ç__ç Visto che non posso citare un mio personaggio per ovvi motivi XD (voi che mi conoscete, avete capito subito chi è! XD) dico Fay di Horitsuba Festival, di Yuki Delleran – anche se in realtà io citerei Fay-san a prescindere, anche nel manga! XD

13. Un personaggio che vorresti come fidanzato/a
Ted Lupin di About Us, di Graffias. *__* Voglio conoscere un ragazzo così! *___* Presentatemelo ADESSO! *_*
Ok, anche quello delle altre storie di Gra, ma il primo amore non si scorda mai!

14. Un personaggio da “una botta e via”
Alex, di Love drops. Come il sapore del vino, di BlueSmoke. Per carità, io adoro Alex, eh, e conosco tipi MOLTO più da una “botta e via” (Sì, Christian parlo ANCHE di te!), però, beh, diciamo che è il primo che mi è venuto in mente. XD

15. Il personaggio che vorresti al tuo fianco per andare a fare pazzie
E lo so che sono ripetitiva, ma non posso farci niente. Romi di Foedus Custodum, di Graffias. Perché… beh, leggete la storia e lo capirete anche voi! XD

16. Una citazione che ti ha colpito
Praticamente tutte le battute di Blaise Zabini in Twilight of Innocence di Graffias, e il titolo stesso della storia.

17. La coppia più complicata
Doumeki e Watanuki di Destino inevitabile, de Le Streghe. In realtà sarebbe tutto molto più facile se quell’idiota di Watanuki la piantasse di farsi film mentali assolutamente inutuli! >_>

18. La coppia più romantica
Ne ho lette varie, ma quella che mi è piaciuta di più, probabilmente, è la RonHermione di Behind the wall of sleep di Elivi.
E ho appena scoperto che su EFP la storia non c’è più! T_T
*Si nasconde nell’angolino per disperarsi in pace!*

19. La scena lemon che ti ha infuocato di più
Preso!, di Graffias. Perché? Beh… leggetela! XD Se penso alla sua origine, mi viene ancora da ridere! XD

20. La storia che ti ha coinvolto di più
Chiedi la luna, di Graffias. Non si può spiegare il motivo, perché altrimenti si spoilererebbe la trama. Vi basti sapere che alcune cose presenti in questa storia mi hanno fatto davvero male, perché me ne hanno fatte ricordare altre.

21. La storia storica preferita
Ne resterà soltanto uno di TigerEyes. L’ho già citata, ma devo ammettere che altre storie storiche fatte veramente BENE, che mi siano piaciute davvero, non ce ne sono.

22. La storia romantica preferita
The last Colombine. Nonostante io e il romanticismo siamo parecchio agli antipodi!

23. La storia drammatica preferita
Non è la mia preferita, ma Obscurity, di Stars_Daughter mi è piaciuta molto.

24. Una oneshot che ti ha colpito
Diciassette gradini, di LivingTheDream . Ok, non vedremo MAI una cosa simile (e lo spero, visto che in quel caso non sarebbe più Sherlock Holmes!), ma l’evoluzione della storia è così naturale, lo stile così leggero e ironico, i salti temporali così semplici, ma ben costruiti che… il finale diventa IC nonostante in realtà non lo sia.

25. La storia che vorresti trovare in libreria
In realtà vorrei dirne un’altra, ma so qualcuno qua mi ucciderebbe! Anche perché l’ho nominata già troppe volte XD Quindi chi vuol capire capisca! U_U
Così mi do alle RPF con E a me, del tuo nome? di Shizuru117: non amo le RPF – anzi, le evito a prescindere – ma quando la lessi (perché conoscevo l’autrice e perché mi ispirava il titolo), anni fa, pensai che non sarebbe stata male, come libro. Chissà se lo penserei ancora! °_°

26. La storia che vorresti vedere al cinema
È da quando ho iniziato questo gioco che mi penso, ma, mi spiace, non sono riuscita a trovarne una. Forse perché a me piace più immaginare che vedere, oppure perché nessuna ha quelle caratteristiche essenziali per poter essere portate al cinema (o, viceversa, sono troppo complesse per una pellicola).

27. La storia che non ti stanchi mai di rileggere
Gli ultimi capitoli di Fouedus Custodum, About Us di Graffias e I wanna grow in your garden, di Roxe. E devo ammettere che, ogni volta che la rileggo, rido come una scema! XD

28. La storia preferita del tuo autore preferito
Ammetto, non so quale sia la storia preferita di Gra – eddai, l’avevate capito tutti che era lei! XD – ma, siccome questa storia piace anche a me, dico In mutande da te, di Serintage.

29. La storia per cui hai scritto la recensione più lunga
Seeeeh! XD Gra, Tiger e Blue hanno avuto un sacco di recensioni kilometriche da me! XD Quindi non saprei. XD Al massimo potrei chiedere a Simo se può scoprire qual è la recensione più lunga che ho lasciato su FW.it, ma su EFP non sapei. XD

30. La storia “scelta” per eccellenza
Sì, ok: lo so che lo sapete tutti! XD Foedus Custodum di Graffias. Perché è semplicemente MERAVIGLIOSA.

giochi e test, letture

30 giorni di libri

27 febbraio 2012

Penso che tutti quelli che hanno un account su Facebook sappiano che ultimamente è scoppiata la moda del “30 giorni di…”: per ogni giorno del mese c’è una domanda su un determinato argomento.
Ovviamente, io che amo pazzamente questi giochetti cretini, non mi sono certo tirata indietro e ho iniziato a farne alcuni, sugli argomenti che più mi interessano. E da dove partire se non dai libri? XD.
Poi, però, mi son detta, perché relegare questo bellissimo giochetto solo a FB? Perché non linkarlo anche sul mio blog, cosicché anche chi non è iscritto al social network possa farlo?
Le mie risposte sono le stesse che ho messo su FB, tranne alcune sia per motivi che potete comprendere leggendo le domande, sia perché alcune cose le ho realizzate solo dopo aver risposto e aver visto le domande successive.

So, enjoy!

 

1) Il tuo libro preferito.
Tanti, ovviamente, ma il primo che mi passa per la testa è sicuramente Il nome della rosa. Perché? Perché c’è tutto, lì dentro: c’è mistero, un caso da risolvere, storia, religione e persino una storia d’amore. È un libro che puoi rileggere mille volte, dandogli mille sfumature diverse. Lo amo, lo adoro, lo venero. E ho adorato anche il film, con tutto che di solito sono refrattaria ai film tratti dai libri.
Ex aequo c’è I miserabili, di Victor Hugo. Che almeno devo citare!

2) La tua citazione preferita.
“L’uomo mortale, Leucò, non ha che questo d’immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia. Nomi e parole sono questo. Davanti al ricordo sorridono anche loro, rassegnàti.” (Dialoghi con Leucò, di Cesare Pavese)
E, anche solo per avermi fatto scoprire questo libro, devo ringraziare soltanto Arcangelo e Alessandra!

3) Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto.
Ma perché devo scegliere sempre? ç_ç Posso dire Sherlock Holmes, perché amo il suo cervello, Bartimeus, protagonista della Trilogia di Stroud, per la sua ironia e bastardaggine inside; Elisabeth Bennet perché è una donna forte e intelligente e… in generale, quindi, amo i personaggi “cazzuti”, con un cervello e molto ironici.
Tutto ciò la dice lunga su di me, devo dire! XDDD

4) Il libro più brutto che tu abbia mai letto.
Bah, direi che di libri brutti tra le mani me ne sono capitati a bizzeffe. Moccia, per esempio, ma non l’ho mai finito, quindi non posso proprio giudicarlo in toto. Sono indecisa fra Breaking dawn, L’amore non fa per me e La solitudine dei numeri primi. Voterò il primo: non c’è una sola casa – una! – che salverei di questo romanzo.

5) Il libro più lungo che tu abbia mai letto.
Non ho mai contato le pagine dei libri, a dire il vero! XDDD I Miserabili, la Trilogia di Bartimeus, Le cronache di Narnia, il Genji Monogatari… se qualcuno sa qual è il più lungo me lo dica. XD

6) il libro più corto che tu abbia mai letto.
Non saprei, davvero. Di solito i libri brevi non mi piacciono molto, anche perché non fai in tempo ad iniziarli, che sono già finiti. Forse Diario di un killer sentimentale: ricordo di averlo letto in neanche mezz’ora di treno.

7) Il libro che ti descrive.
Uhm… difficile da dire, perché non ho mai trovato un libro che mi descriva completamente. È più facile con i manga, devo dire (e non a caso tutti – anche persone che non si conoscono tra loro – mi dicono che somiglio a un cartone animato! XD Devo prenderlo come un complimento? °_°), anche se pure in questo caso, non posso dire di somigliare a un personaggio soltanto. Qiundi, boh! XD

8) Un libro che consiglieresti.
Sono del parere che non si possa consigliare UN libro tout cours, ma che ogni libro sia da consigliare a qualcuno in particolare. Magari perché quel romanzo rientra nei gusti di quella persona, magari perché l’autore potrebbe dire a una persona qualcosa che a un’altra non direbbe… Infatti, quando mi si chiede un consiglio sulle letture, la mia domanda è sempre “Cosa ti piace leggere, di solito?”

9) Un libro che ti ha fatto crescere.
Veronika decide di morire, di Paulo Coelho: “Mantenetevi folli e comportatevi da persone normali.”

10) Un libro del tuo autore preferito.
Notre Dame de Paris: io adoro Victor Hugo! *_*

11) Un libro che prima amavi e che ora odi.
Forse potrebbe essere Storia di una capinera, di Verga. A 15 anni mi piacque molto (forse perché anche io avevo la mia bella cotta in quel momento – qui lo dico e qui lo nego); adesso, probabilmente prenderei la protagonista e la odierei a morte. Ma non ho mai riletto il romanzo, quindi non posso confermare questa mia teoria, ma conoscendomi ne sono più che sicura. XD Invece posso dirlo di Romeo e Giulietta: ho riletto l’opera – e visto il film di Zeffirelli – sia a 16 anni che adesso e, se prima ALMENO alcune parti mi piacevano, adesso li avrei presi a randellate per la loro stupidità.

12) Un libro che non ti stancherai mai di rileggere.
Forse farà ridere i più, ma Il dizionario di mitologia classica. Prima molto di più, ma anche ora, ogni tanto, mi piace andare a rileggermi tutte quelle voci che amo di più. Ma in genere, se prendo un libro che ho già letto dalla libreria, lo sfoglio e mi metto a leggere a casaccio qualche passo.

13) Il libro che in questo momento hai sulla scrivania. (Sempre se ne hai uno :3)
Genesi e forme del documento medievale, di Alessandro Pratesi. Come se non lo conoscessi già a memoria!

14) Il libro che stai leggendo in questo periodo.
La lama sottile, secondo libro de Queste oscure materie, di Philip Pullman.

15) Apri il primo libro che ti capita tra le mani ad una pagina a caso e inserisci la foto e la prima frase che ti salta agli occhi.
“[...] allora quando ho incontrato l’autore gli ho chiesto quali fossero i passaggi più significativi. Sapete che mi ha risposto? Che non ne aveva a più pallida idea e non gliene importava niente. Un atteggiamento tipico del poeta moderno.”
Io sono un gatto, Natsume Souseki

16) La tua copertina preferita.
Seriamente, perché dovrei guardare le copertine? Non le calcolo praticamente mai, anche perché non scelgo mai un libro da una copertina, pur ricordandole praticamente tutte. Una preferita non penso di averne, ma in genere mi piacciono quelle con i quadri di artisti famosi.

17) Il personaggio con cui ti vorresti scambiare di posto per un giorno.
Tanti, tantissimi. Forse Nathaniel della Trilogia di Bartimeus, per poter vivere una giornata con IL jnin per eccellenza! Sicuramente, sarei meno rompipalle di Nat!

18) Il primo libro che hai letto.
Intero, e che io ricordi bene, Gian Burrasca di Vamba. Più versioni ridotte di favole varie.

19) Un libro il cui film ti ha deluso.
Tutti? XDDDDDDDDDDDDD Facciamo prima a dire quale NON mi ha deluso! XD

20) Un libro dove hai ritrovato un personaggio che ti rappresentasse.
Sono indecisa tra Ragione e sentimento e Orgoglio e pregiudizio, perché mi sento vicina, come carattere sia a Eleanor che a Elisabeth; diciamo che sono un mix tra le due.

21) Un libro che ti ha consigliato una persona importante per te.
Di amici che mi consigliano libri ce ne sono tanti, ma io dico La cattedrale del mare, di Ildefonso Falcones che mi consigliò una persona a cui tenevo davvero molto.

22) Un libro che hai letto da piccola.
Uhm… il libro che mi ricordo meglio è Il giornalino di Gian Burrasca, di Vamba: l’avrò letto almeno mille volte! XD

23) Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasta o delusa o colpita.
La solitudine dei numeri primi: alcuni me ne avevano parlato benissimo e, invece, l’ho trovato insulso e i personaggi piatti. Al contrario, ho trovato molto più carino Bianca come il latte, rossa come il sangue, che molti mi consigliavano di non aprire neanche: ok, non è che sia un capolavoro della letteratura contemporanea, ma l’ho gradito molto più dell’altro.

24) Il libro che ti fa fuggire dal mondo.
Tutti. Perché ogni libro è un microcosmo che ti fa vivere in un altro universo, sempre diverso, sempre nuovo e sempre avvincente.

25) Un libro che hai scoperto da poco.
Il Novantatré, di Victor Hugo. Non ne conoscevo neanche l’esistenza e l’ho trovato per caso ad una fiera del libro. Inutile dire che mi sono fiondata a comprarlo! *_*

26) Un libro che conosci da sempre.
Tanti, tantissimi. Però, due che vorrei leggere da quando sono piccola, e non ho mai avuto modo di farlo, sono L’isola misteriosa, di Jules Verne e Piccoli uomini di Louisa May Alcott.

27) Un libro che vorresti aver scritto.
Premettendo che mi piacerebbe aver scritto tutti i libri che adoro, non mi sognerei MAI E POI MAI di paragonarmi ad uno scrittore come Hugo o altri Mestri e Grandi della letteratura. Quindi, cito semplicemente Sai tenere un segreto? di Sophie Kinsella, che è poi il romanzo che preferisco di questa scrittrice. Perché, lungi da essere un’Autrice come quelli citati su, scrive libri leggeri e ironici, commedie romantiche divertenti e senza pretese, come le storie che scrivo io e che mi diverto a pubblicare in rete.

28) Un libro che farai leggere ai tuoi figli.
Favole al telefono di Gianni Rodari (nonché tutte le sue opere) è il primo che mi viene in mente, ma ce ne sono anche tanti altri, tra cui Il piccolo principe di Antoine-Marie-Roger de Saint-Exupéry.

29) Un libro che devi ancora leggere.
La mia politica è di non restare MAI senza libri da leggere, così a casa ne ho almeno una ventina che devo ancora iniziare. Dico La libreria dei nuovi inizi, di Anjali Banerjee, semplicemente perché è l’ultimo che ho comprato.

30) Un libro che ti ha commosso.
Precisiamo che non sono una persona che si commuove facilmente e, che io ricordi, non ho mai davvero pianto per un libro. Forse quello che più mi ha commosso è Il silenzio dei vivi di Elisa Springer. Anche il finale de La porta di Tolomeo l’ultimo libro de La trilogia di Bartimeus mi ha così sconvolta che, se fossi stata un’altra persona, sarei scoppiata a piangere.

giochi e test, letture

Historia magistra vitae. Forse.

15 febbraio 2012

Ormai penso anche i muri sappiano che io do ripetizioni: a ragazzini delle elementari, delle medie e delle superiori, quando mi è capitato. Nella mia carriera di doposcuolista, di studentessa e di figlia di un’insegnante, vi assicuro, ho visto abbastanza, sia da parte dei ragazzi, che dei genitori e che dei docenti, da poter scrivere un libro in proposito.
Ma queste ultime esperienze devo raccontarvele. Perché, beh, meritano.

Tutto inizia quando il mio allievo (non vi dico la scuola che frequenta né la classe; ciò che vi sto per dire, ho saputo che succede anche in altri luoghi. E non è una cosa positiva) per la prima volta mi dice che abbiamo storia da studiare.
«Oh, finalmente qualcosa di interessante!», penso io in quel momento, leggendo “La Prima guerra mondiale” come titolo del paragrafo, dato che, tra gli altri due che frequentano la prima media, i miei studi e la scuola di archivistica ne ho le tasche piene di imperi romani che crollano, invasioni barbariche et similia.
E così, incominciamo a studiare. Al ragazzo la materia non piace per niente, non ci vuole un genio per accorgersene, ma caso vuole che io adori la storia, e quindi mi piace spiegare gli eventi in modo divertente, cosicché lui capisca e io rispolveri un po’ concetti che non tocco da qualche anno.
I giorni passano: finisce la prima guerra mondiale e inizia la rivoluzione russa, argomento che non mi fa proprio impazzire, ma, che ci vogliamo fare, la dobbiamo studiare. Finisce anche la rivoluzione russa e con essa, si torna al quadro generale: la pace di Versailles, i pesanti tributi per la Germania, la vittoria mutilata…
E poi, un giorno.
«Che abbiamo oggi?» chiedo.
«La fascistizzazione della società».
Ci ha messo tre ore a dirmi quella parola così lunga e complessa, ma non è quello il punto; il mio cervello si è soffermato su un altro particolare.
«Cosa?» Ho capito male. Sicuramente.
«La fascistizzazione della società.» ripete.
«Scusa, ma… quand’è che abbiamo studiato il fascismo noi?»
«L’abbiamo saltato. La professoressa dice che siamo indietro.»
«…»
Continuo a fissare il libro per un attimo; lui mi guarda, aspettando che gli dia il via. Gli do l’ok e poi cerco di spiegarli chi diavolo sia questo famoso Mussolini e che diavolo voglia.
«Cos’abbiamo di bello oggi?», gli chiedo qualche giorno dopo.
«L’antisemitismo in Italia.» mi risponde, pronto. Le pagine successive a quelle che avevamo studiato in precedenza. Qualcosa mi prude all’altezza dello stomaco, ma lascio perdere: dopotutto, il programma non lo gestisco io; dopotutto, siamo a gennaio, c’è a giornata della memoria; dopotutto…
Passano i giorni: io mi ammalo, lui ha altri compiti, e storia diventa il mio ultimo pensiero. Trascorre anche la giornata della memoria. Hanno visto un film francese, ma non ricorda il titolo. Me lo dice qualche giorno dopo, ma io intanto l’ho scoperto da sola.
«Train de vie!» lo sorprendo.
Bello, commento. Cioè, non l’ho visto, ma una mia amica mi ha detto che è bello, anche se il final-
«Non abbiamo finito di vederlo, abbiamo visto solo metà.» Mi ferma lui.
Ora, mi spiegate a che serve iniziare a vedere un film su un argomento come la Giornata della Memoria, e lasciarlo morire lì? No, non volevo saperlo. E così: «Allora, che cosa abbiamo oggi?»
«I fascismi in Europa.»
Lì per lì rimango un po’ stranita, ma poi lo esorto a leggere.
«Mentre gli stati europei si stavano riprendendo dalla Grande Depressione…»
No, aspettate. Aspettate.
«Giuseppe, scusa. Sei sicuro che sia questa la pagina?»
Annuisce.
«E sei sicuro che non hai saltato niente?»
Annuisce.
«Giuseppe, ehm… tu sai cos’è la Grande Depressione?»
«…»
Prendo il libro e giro un po’ di pagine. ESATTAMENTE NELLA PAGINA PRECEDENTE si parla della crisi del 1929 e della Grande Depressione. Ormai sicura di quello che troverò, continuo a girare a ritroso le pagine e, finalmente, trovo il capitolo che cercavo: la repubblica di Weimar; la salita al potere di Hitler; la notte dei cristalli.
«Giuseppe, tu sai chi è Hitler?»
«…»
Ovviamente neanche a parlarne di chi siano Roosvelt, Churchill e compagnia. Stiamo scherzando? Francisco Franco, Tito, poi…
Inizio a sentirmi male. Ovvio che ‘sto ragazzo non capisca niente quando legge di nazismo, Grande Depressione e qualsiasi cosa c’entri con il primo dopoguerra!
E così molto, ma molto a grandi linee, gli spiego chi siano questi esimi sconosciuti, che diavolo sia successo nel mondo e perché c’è questa famosa Grande Depressione (la crisi ha portato a un vantaggio: descrivere la situazione è più facile, decisamente); perché, insomma, fra un po’ scoppierà la Seconda Guerra Mondiale.
E se questo vi sembra abbastanza, non avete ancora sentito il resto – perché, sì, c’è un resto!
Sabato, 11 febbraio 2012; Giuseppe esce fuori il libro di storia dallo zaino.
Oddiosantissimochecosaavràoggi? non posso fare a meno di tremare.
«Allora, che abbiamo oggi?»
«L’operazione Barbarossa.»
Ora: sia chiaro che non è che ricordassi esattamente che diavolo fosse questa operazione; o meglio, quando poi ho letto che cosa fosse, ho ricordato la sua esistenza per ovvi motivi, ma non ne ricordavo assolutamente il nome. Però, di una cosa ero certa: c’entrava la seconda guerra mondiale; il problema era capire come.
Gli faccio quindi leggere il primo paragrafo: siamo nel 1941, l’Italia ha invaso la Grecia, Hitler è corso ad aiutarla e poi si è dato alla conquista della Jugoslavia; il 22 giugno, finalmente, attacca l’Armata Rossa, ottenendo le prime vittorie.
«In che anno siamo, quindi?»
«1941»
«E la guerra quando è scoppiata?»
«Nel 1939.»
Rimango veramente, ma veramente sorpresa. «Come lo sai? Cioè, lo sapevi tu, avete letto i paragrafi precedenti o ve l’ha detto la professoressa?»
«No, ce l’ha detto la professoressa come introduzione.»
Oh, meno male! Almeno questo!
«E perché è scoppiata la guerra?»
«…»
«Hai mai sentito parlare di guerra lampo?»
«…»
«Naturalmente tu non hai neanche idea del perché qui dice che “Dopo aver capito che non sarebbe riuscito a conquistare l’Inghilterra”, vero?»
«Ehm…»
«E naturalmente è inutile che ti chieda quando è entrata in guerra l’Italia.» Non era una domanda, la mia.

Ora, io dico. Insegnanti che passate di qui – e che vi ritrovate in questo esempio, ovviamente; ne conosco tantissimi che sanno fare benissimo il proprio lavoro e che lo amano davvero -  io vi capisco. Davvero. Capisco che molti di voi si trovano davanti studenti a cui non frega un cazzo di quello che insegnate, che vi guardano in faccia come per dire «Ma questa qua che vuole?», ragazzi il cui sogno è ormai fare la Velina o partecipare al Grande Fratello per diventare ricchi con il minimo sforzo; capisco che vi sentiate inutili a insegnare un sacco di nozioni a ragazzi che rifiutano tutto perché si annoiano, non vogliono studiare, non capiscono a che diavolo serva tutto questo (l’altro giorno mi è stato detto che l’inglese non serve a niente. Non storia, non geografia: inglese); ragazzi che, alla fine, vogliono restare ignoranti e godono della loro ignoranza e il cui unico interesse è la Playstation o Facebook.
Ma.
Ma tra questi c’è ancora gente che vuole imparare; c’è ancora gente che studia perché, non dico che gli piace (miraggio, ormai), ma che almeno è interessato, è curioso e vuole conoscere quel che succede ed è successo nel mondo. C’è gente che magari vuol diventare qualcuno, che ha sogni veri per il futuro. Che magari vuole diventare anche un attore, ma studiando in un’accademia seria.
È il vostro lavoro; siete pagati per insegnare,  per far crescere le menti che vogliono apprendere, come anche di dare perle ai porci che invece se ne fregano. Siete pagate per farlo. Fatelo!
Qualcuno mi dirà: Tanto lo stipendio lo prendo comunque! Lo so. Vorrei anche dire che prendereste lo stipendio anche se insegnaste la pronuncia della lingua che volete insegnare o se spiegaste la storia come Dio comanda. Anche io sarei pagata comunque, se dicessi ai miei ragazzi solo quello che è scritto nella paginetta e non cercassi di contestualizzare e insegnar loro qualcosa in più. Che magari dimenticheranno dopo dieci minuti, anzi, magari mentre sono seduti lì, di fronte a me (e loro sanno che io so: non serve prenderci in giro). Ma, a ‘sto punto, io mi domando: che diavolo me ne devo fare di tutta questa cultura, di tutti questi libri letti e studiati, se poi quella conoscenza resta solo a me? A che serve se non la metto in pratica in qualche modo, anche insegnandola – anche solo per racimolare qualcosina – a qualcun altro?

E adesso sono proprio curiosa di sapere quale sarà la prossima lezione di storia. Proposte?

attualità, my life, riflessioni

Ipse dixit

6 febbraio 2012

“Ci si sforzò in tutti i modi di tenere segrete ancora per qualche tempo le circostanze della nascita di Tamakatsura. Ma parlare dei fatti altrui è un’occupazione così indispensabile che di solito questi sforzi servono a ben poco; e stavolta non ci volle molto tempo perché se ne risapesse ogni particolare.”
 Storia di Genji, principe splendente, Murasaki Shikibu, Einaudi, Torino, 1992, p. 766.

Murasaki Shikibu è una scrittrice di romanzi e poetessa, nata probabilmente nel 973 e morta nel 1014 (o 1025, le fonti non sono concordi), quindi più di mille anni fa.
Il Genji Monogatari, il suo capolavoro, nonché classico della letteratura giapponese (EpoiilGiapponeraunpaesemaschilista) è stato scritto tra il 1000 e 1008 d.C.

Penso che tutto questo si commenti da sé.

whisper of the wind

Cough Cough!

1 febbraio 2012

Sì, abbiate pazienza. Sapendo che dovrò aspettare almeno un anno prima di poter vedere come John spaccherà la faccia di Sherlock quando lui si rifarà vivo (perché John lo menerà, vero?  Non accetterà tutto così passivamente come il vero Watson, veeeeeeeeeeeeero? è_é) la terza serie di Sherlock, ultimamente mi sto letteralmente drogando di fanfiction sulla serie – quindi, tranquilli, non vi tedierò con le mie teorie sul ritorno di Sherlock come sto vedendo fare in mezzo mondo; so che non ve ne frega niente e che mi odiereste soltanto -, perciò il mio livello di ironia-acidità-misandria-spirito di patata farebbero concorrenza a quelli di Sherlock, e non perché le fic che sto leggendo facciano schifo, ma proprio perché sono anche troppo IC (voglio dire, va bene leggere e drogarmi di storie, ma sono pur sempre la solita lettrice esigente et rompipalle!): se vivessi io con lui, diventerei come lui, lo sento. E non certo per le capacità intellettive. No, a pensarci bene, ci uccideremmo a vicenda dopo una settimana.O forse ci ucciderebbe John. Sì, è molto probabile).
E no, non sto scherzando: l’altro giorno ho sognato di litigare con Sherlock perché lui diceva che il caffè italiano fa schifo e difendendo il suo tè. Ma stiamo scherzando? Come si è permesso? Tra l’altro, nel sogno, ero andata a teatro a vedere Molto rumore per nulla, che diavolo ci faceva lui lì?!
Sì, lo so, sto male. Il giorno in cui inizierò a leggere e a consigliare di leggere RPF (e io odio le RPF!) su Cumberbatch e Freeman (e, si, ci sono LEHOVISTECONIMIEIOCCHI!) portatemi in un manicomio. E buttate pure la chiave.

Dicevo, visto il mio livello attuale non sono riuscita a evitarmi un simile titolo idiota.
Il motivo?
Perché il delicatissimo suono di un colpo di tosse che squarcia l’aria (diurna e notturna) è quello che ormai accompagna ogni mia semplice, piccola, inutile, insulsa conversazione. Praticamente, se telefonate a casa e vi sentite rispondere con un colpo di tosse, sono io. Oh beh, potrebbe essere anche uno qualsiasi dei miei familiari, visto che ho avuto anche la capacità di far ammalare tutti (ricevendo bestemmie e altro da mia sorella, che aveva un esame e che non ha più fatto, e da mio padre che non prendeva la febbre da… ha mai preso la febbre lui? O_O).
Però adesso sto meglio, eh. Certo, dopo aver infettato il mondo (casalingo e non),  essere stata a letto tre giorni – io che, ok, sono una dormigliona, ma che ultimamente non ho tempo neanche di stare a casa, figuriamoci starmene a poltrire – aver perso giorni preziosi per tirocinio e delle lezioni in archivio ed essere passata da una tosse fortissima, a un raffreddore fortissimo, a una febbre improvvisamente nata e morta in due ore (almeno lei) – mentre, tra l’altro, eseguivo espressioni algebriche con Giuseppe (arrivando, e ci tengo a precisarlo, al risultato prima di lui: non sono anche io un piccolo Sherlock? *_* Ok, la smetto XD) – a un nuovo attacco di tosse fortissima, al ciclo – che ha deciso di arrivare quasi una settimana prima giusto perché vedermi così ammalata gli dispiaceva! – a un mal di denti fortissimo (per il quale aspetto che la tosse finisca definitivamente per andare dal dentista) a un attacco di insonnia improvvisa (o forse questo è dipeso dai tre giorni quasi ininterrotti di sonno?), visto che tra lunedì e ieri sono stata sveglia 36 ore, con solo due ore di sonno e subendo solo verso la fine del lasso di tempo alcuni disturbi, tra i quali, vorrei annoverare giusto per completare il quadro, il non riuscire a prendere sonno nel momento in cui sono riuscita finalmente a mettermi a letto.

Sì, credo che in questo modo possiate capire meglio il mio post delirante e il mio sogno a dir poco folle – di cui, tra l’altro, non ricordo manco se alla fine riuscivo a spuntarla o meno! XD

Quindi, come potete intuire, non posso certo definire questa settimana noiosa, anche se avrei preferito continuare con la mia routine, anch’essa tutt’altro che piatta. E non posso neanche dire che sia stato tutto un male, visto che alla fine, stando a casetta, mi sono (oltre che drogata delle suddette fic su Sherlock) letta gli ultimi due capitoli usciti di Ne resterà soltanto uno di Tiger, che mi aspettavano da eoni e che consiglio a tutti di leggere (tanto, anche se non conoscete il fandom, non succede niente, dato che è un AU), ho finito la missione di The Sims Social, e, mentre buttavo tutto in lavatrice per disinfestare (sì, disinfestare!) la mia stanza, mi sono venute anche alcune idee per scrivere che ho cestinato nel giro di quattro millisecondi netti. Però, cavolo, sento troppo il bisogno di scrivere – ed è anche questo il motivo per cui sto aggiornando il blog senza scrivere, alla fine, realmente niente di importante che possa cambiare le sorti del mondo (anche se, convengo con voi, non è che i miei post di solito servano per chissà che missioni umanitarie) – e vorrei tanto riuscire a creare qualcosa. Spero solo che non sia qualcosa su Sherlock. Voglio dire, io amo quella serie e quel fandom, ma, proprio perché sono per l’IC a tutti i costi, mi distruggerei a scrivere di uno come lui.
O potrei mettere per iscritto il mio sogno?
No, Nunzia. Non pensarci. Su, torna a tossire, dai.

Passando decisamente a tutt’altro argomento, ieri è iniziato il secondo livello elementare di giapponese e si è chiuso definitivamente Splinder.
Sì, ok, le cose non c’entrano niente tra loro, ma mi piaceva l’idea di mettere insieme in una sola frase due cose che fossero una fine e un inizio, ma che in effetti non c’entrassero un piffero.
Dicevo, Splinder. Me ne sarei persino dimenticata, se non fosse che Lucia ne ha parlato proprio ieri. Per curiosità, oggi, sono andata su quella che ieri era l’home della piattaforma e… beh, ecco qui come si presenta oggi.
Devo dire che hanno fatto in fretta a smantellare tutto. Oddio, non che adori gli adii strappalacrime e cose del genere, ma, non so, almeno un giorno di “Grazie per essere stati con noi e non averci sbattuti fuori dalla vostra vita nonostante  spesso ce lo saremmo meritati” sarebbe stata carina. Anche senza la seconda parte della frase.
Invece, nada. Mi spiace un po’, in fondo. Questo blog è stato lì per *conta* 7 anni, compiuti esattamente  il 23 gennaio scorso e ha visto un sacco di momenti della mia vita, completamente differenti: una laurea triennale, una specialistica, la me innamorata, la me delusa e triste e depressa che adesso ammazzerei a suon di mazzate ma tant’era, la me di adesso, in cerca di lavoro, cinica e ironica, la me che studiava e che aveva paura di un esame, la me che sperimentava un sacco di esperienze nuove e si divertiva a raccontarle… la me di sette lunghi anni.  Mi fa venire quasi i brividi pensare che nel giro di un click sette anni della mia vita, su quella piattaforma, sono spariti in un lampo. E, come i miei, anche quelli di migliaia di altri utenti.

La prima lezione del secondo livello elementare di giapponese, stavo dicendo. Madò, non ci posso ancora credere! *_* Piano piano, nelle otto lezioni scorse, abbiamo iniziato a leggere i nostri primi kanji, a riconoscere la data e a dire quand’è il nostro compleanno, a chiedere il prezzo di qualcosa e a decidere se acquistarlo o meno (chissà se e quando mai mi servirà questa informazione! XDDD); da questa, invece, ci siamo sentiti un po’ più intelligenti, visto che abbiamo iniziato ad abbandonare le frasi con il verbo desu (essere) e ad avventurarci nel magico mondo dei verbi. Rigorosamente, per adesso, al presente e al passato, ma non si dice che chi va piano va sano e va lontano? Tra l’altro, oggi, vedendo il titolo di una canzone, ho riconosciuto proprio due ideogrammi che abbiamo visto ieri! *_* E che ovviamente non ricordo quali siano! XD Ma sono meri dettagli. U_U


Ieri è anche morto Alessandro Pratesi, anche se ho letto la notizia solo adesso.
Probabilmente per il 90% della popolazione questo è un nome come tanti altri e i più alzerebbero le spalle come per dire “Mi spiace, ma comunque mai sentito!”. E invece, per me e tanti altri che hanno almeno aperto un libro di diplomatica, questo nome è più che una parola. È il nome di uno dei diplomatisti più famosi nella storia della disciplina, con i cui testi ha iniziato allo studio dei documenti medievali tantissimi studenti.
E anche lui se n’è andato, come, ormai un anno fa, se n’è andato Francesco Magistrale. Se n’è andato un grande, grandissimo studioso. Ma spero e prego che siano rimasti, ai suoi discepoli e prosecutori, tutti i suoi insegnamenti e le sue scoperte sullo studio dei documenti medievali.

 

Sono le 9 e mezza di sera, sto scrivendo ‘sto post da due ore, la tosse mi sta di nuovo uccidendo la gola (ma perché non si decide ad andar via anche la sera? Non voglio la sua buona notte!) e devo preparare tutto per domani. La routine ricomincia! *_*
Ma prima, mi vado a leggere un’altra fic su Sherlock. U_U
No, ok. Scherzavo. Vado a vedermi Brandon Fraser su Rai1, dai. XD

attualità, my life, scleri

Closed

23 gennaio 2012

No, tranquilli. Il titolo non si riferisce certo a questo blog – anche se molti ci stavano sperando, dite la verità! – ma a tutti quei siti di upload come Megaupload, gioia di tanta gente non costretta a spendere milioni di euro al cinema o in DVD per vedersi qualcosa che non sia quelle schifezze passate in televisione ogni giorno – oppure quelle stesse schifezze in tempi umani e non dopo eoni.

Sicuramente questo post è uno dei tanti che circolano in questo periodo nella rete, ma mi piace pensare che qualcuno dei colpevoli, passando di qui, legga per caso la mia opinione.

Io non posso dire che sono stronzi, fetenti e bastardi perché, dal loro punto di vista, hanno ragione. Il cinema, la musica hanno ragione; le case editrici hanno ragione. Chi ci guadagna milioni di euro e di dollari ha ragione.

Però, sapete cosa?
Non è che tutti possiamo permetterci di andare al cinema ogni giorno – soprattutto tenendo conto di quanto costi un biglietto del cinema. Quando, prima, avevo la showcard, che mi permetteva di pagare solo 2€ ci andavo molto più spesso. Per non parlare poi di questa mania del 3D, che io non posso vedere. Qualcuno mi potrebbe dire che potrei andare in un cinema che lo manda in 2D. In Culonia, se mi va bene.
Per non parlare dei telefilm e degli anime, di cui io sono una grande appassionata. Se i telefilm prima o poi arrivano in Italia (oddio, prima o poi: mentre io già vedevo l’ultima puntata della seconda serie di Sherlock, in Italia a mala pena è andata in onda la terza della prima serie!), gli anime giunti fino a noi sono praticamente pochissimi, rispetto a quelli prodotti in Giappone. E io, fan (che, magari, dopo aver visto la serie mi decido anche a comprare il manga in Italia, facendo così guadagnare le nostre case editrici), come devo fare? Mi devo comprare – dal Giappone! – tutti i dvd di tutte le serie che mi piacciono, magari pure senza sottotitoli, o al massimo in inglese? E se io l’inglese non lo mastico bene?

Per non parlare poi del fatto che quei siti servivano anche per caricare altro. Una mia amica mi ha passato un video fatto da lei tramite Megaupload; era farina del suo sacco e poteva farne quello che voleva. Con che diritto questo è stato cancellato? E se l’avesse messo lì tipo copia di backup? Chi glielo restituisce?

Siamo in un momento di crisi, gente. I negozi di abbigliamento – e parlo di un prodotto che non può essere scaricato da internet e serve a coprirsi dal freddo e dal gelo – sono vuoti e i rincari della benzina portano tutto all’aumento. Credete davvero che la gente andrà più al cinema e comprerà più dvd? Siete dei poveri illusi. L’unica cosa che vedrete calare, sono gli abbonamenti alle adsl flat e le compagnie telefoniche vi ringrazieranno tutte, dalla prima all’ultima, per il grande favore che state loro facendo. Per non parlare dei dipendenti che saranno licenziati. Ma chi è che diceva che non c’è crisi?

I camionisti stanno bloccando l’Italia con la loro sacrosanta protesta: siamo in un mondo ormai troppo globalizzato perché certe scelte non ricadano negativamente anche su di voi.

attualità

I’m Sherlocked!

18 gennaio 2012

Ok, lo so.
Ultimamente sono un tantino monotematica. Ma cosa ci posso fare se non ho fatto in tempo a finirmi tutto Sherlock Holmes che hanno trasmetto il film e poi, in Inghilterra, la serie?
Ergo, non è colpa mia. Certo, forse devo ammettere che sono un tantino tanto fissata – cosa che mi ha portato in ‘ste tre settimane ad aspettare con ansia i sottotitoli per vedermi la puntata il prima possibile – ma ogni tanto mi fa piacere riuscire a fissarmi ancora su qualcosa come un anime, telefilm o programma: ultimamente quello che ci propinano è così dannatamente identico che ti passa la voglia di provare a vedere nuove cose.
Quindi, dicevo, questo post potrebbe contenere SPOILER. Uomini avvisai mezzi salvati.

Dicevo, Sherloc 2. La prima puntata è stata trasmessa il primo giorno dell’anno, mentre io guardavo l’ultima puntata di Tutti pazzi per amore 3  (a proposito di questo: signori miei, perché non la piantate di fare mille serie quando non sapete più che pesci pigliare e i personaggi hanno ormai detto tutto quello che potevano dire? Evitatevi sprechi di soldi, grazie!) e, ovviamente, il giorno dopo il file era già in giro. E anche i sub inglesi.
Ora sia chiaro che io e l’inglese non siamo esattamente amici per la pelle. Però, ehi, vedo un sacco di cose con i sottotitoli in inglese! Quindi, mi sono detta, cosa c’è di male? E poi, avevo già visto il pilot in inglese (ok, rivisto), quindi, cosa poteva esserci di male? Oltretutto, ero troppo curiosa di vedere come si sarebbero salvati nella piscina…
Lasciatemi quindi dire due cose: innanzi tutto, neanche nei miei sogni più strani mi sarei immaginata una soluzione del genere. No, sul serio. In secundis: la prossima volta che mi viene in mente di guardare una puntata di Sherlock in inglese, proibitemelo.
Perché, che Sherlock non fosse umano, lo sapevo; che parlasse a una velocità supersonica, pure; che avrei dovuto anche leggere a velocità supersonica i sub per stargli dietro è un dettaglio che avrei dovuto sapere, ma che la mia mente ha deciso di dimenticare. Male. Sono arrivata a fine episodio che avevo capito abbastanza bene l’essenziale, ma… avete presente quando siete rimasti troppo sott’acqua e poi riuscite finalmente a respirare di nuovo? Ecco, ci siamo.
Però, cavoli, ne è valsa la pena. Il primo episodio è stato decisamente il più LOL, così come il secondo più dark e quasi fantascientifico, mentre il terzo… beh, è stato il migliore, punto. Roba che ho avuto il batticuore dalla prima all’ultima scena, e ce l’ho ancora, se ci ripenso.

Chi mi conosce, sa perfettamente che io odio le trasposizioni cinematografiche in generale, proprio perché si perde tantissimo sia dei personaggi che della storia (e infatti è una mia ferrea politica quella di leggere prima i libri e poi passare alla visione, a meno che il libro non mi interessi proprio leggerlo – o sia passato molto tempo dalla visione). Sono rarissimi i casi in cui amo la resa, e in genere questo succede quando prima ho conosciuto il personaggio televisivo e/o cinematografico e poi quello cartaceo – come è successo per Poirot e Montalbano.
Sherlock - questo Sherlock – penso sia una delle poche eccezioni. Perché i vari episodi sono chiaramente una ripresa di quelli originali, pur essendo ambientati in un tempo e una società diversa. Il primo episodio della prima serie, non a caso si chiama Uno studio in rosa proprio per fare eco al titolo del primo libro in cui apparve Holmes, Uno studio in rosso. La trama, tuttavia, diverge completamente ed è solo nella seconda seria – che io giudico nettamente superiore alla prima, anche e non solo per i motivi che citerò ora – che i racconti non sono solo menzionati nel titolo (Uno scandalo in Belgravia riprende Uno scandalo in Boemia dove appare per l’unica volta Irene Adler; Il mastino di Baskerville riprende proprio il titolo, nonostante la storia ovviamente sia attuale e La cascata (o La caduta, a seconda di come traduciamo il termine fall) di Reichenbach, titolo dell’ultimo episodio della seconda stagione, è proprio il nome delle cascate in cui il vero Holmes cadde, quando l’autore decise di ucciderlo),  ma anche nell’episodio ci sono echi, mica tanto vaghi e solamente accennati – della vera storia; in pratica, la storia c’è, ma solo se la conosci la vedi. Irene che nasconde qualcosa nella cassaforte e il modo in cui Holmes scopre dov’è; il mastino che non è mastino; il motivo per cui John lascia da solo Holmes ne L’ultima avventura. Anche tutta la storia del “crollo” della fama del detective, in fondo, si adatta bene a quello che intuiamo stia accadendo, dopo la morte di Holmes, nel canone:

“Per quanto ne so, la stampa ha pubblicato solo tre resoconti del caso: quello del Journal de Genève, nel numero del 6 maggio dell’81, il dispaccio stampa della Reuter il 7 maggio, e infine, le recenti lettere che ho menzionato prima. Di questi resoconti, i primi due sono estremamente schematici e succinti mentre il terzo, come ora vi dimostrerò, stravolge completamente i fatti. Tocca dunque a me il compito di raccontare per la prima volta cosa realmente accadde fra il professor Moriarty e il mio amico Holmes.”

Solo il motivo della morte (?) è diverso, ma a me questo è piaciuto tantissimo. È stato così… umano  che mi ha spiazzato. Per non parlare poi della reazione di Watson alle parole dell’amico: “Nessuno puo’ fingere senza sosta di essere un coglione tanto irritante.”. Lo amo! XDDDD

E poi, vogliamo parlare del personaggio? Parliamone. Sherlock sa essere egoista, ma soprattutto presuntuoso e falsamente modesto; bene, questo Sherlock oserei dire che farebbe paura allo stesso Holmes. Riesce ad essere stronzo come neanche lui è mai stato – ok, forse se fosse nato oggi, sarebbe uguale! XD
Il punto, però, non è soltanto il carattere – che gli sceneggiatori non hanno reso bene; di più, ma anche l’aspetto fisico:

« [...] il suo sguardo era acuto e penetrante; e il naso sottile aquilino conferiva alla sua espressione un’aria vigile e decisa. Il mento era prominente e squadrato, tipico dell’uomo d’azione. Le mani, invariabilmente macchiate d’inchiostro e di scoloriture provocate dagli acidi, possedevano un tocco straordinariamente delicato, come ebbi spesso occasione di notare quando lo osservavo maneggiare i fragili strumenti della sua filosofia. »

In più di un’opera si specifica anche che Holmes ha degli splendidi occhi grigi. Beh, ora ditemi voi: non è identico?

Sì che lo è; anzi, vi dirò di più: se fate attenzione, anche nei gesti è identico: la posizione che assume quando pensa, l’agilità che Watson nomina così spesso. Per non parlare della sua citazione preferita, qui inserita spesso « Quando hai eliminato l’impossibile, qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la verità. »
È semplicemente perfetto.

E ora veniamo al rapporto John/Sherlock.
Tutti sanno che io sono una slasher. Ma anche no. Nel senso che a me non interessa la sessualità delle persone, se la coppia fa parte del canone o sta bene insieme.
Ora, lo ribadisco: non c’è slash, secondo me, nel vero Shelock Holmes. Oddio, è vero che Sherlock non ha mai gradito il fatto che Watson si sposi e se ne vada di casa, ma, scusate: un sociopatico come lui, che ha solo un amico, è ovvio che alla fine provi una certa gelosia nei suoi confronti e quasi un senso di possessività. Forse – forse! – se Conan Doyle fosse vissuto ai giorni nostri, avrebbe compreso che da quel suo modo di fare si poteva intendere anche altro (o lo sapeva anche allora?), ma è chiaro che Watson provi solo un grande affetto e un’enorme stima per l’altro, perché a lui piacciono le donne. E le sposa anche.
Ora, ripeto: io capisco chi vuole trovare il cavillo, la cosa che possa portare a dire che sono coppia, e forse qualche elemento può anche andare; ma per me, nel canone, tra quei due non ci sarà mai niente.
Discorso diverso è ambientarlo ai nostri giorni: qui, i due sceneggiatori non fanno nulla per eliminare i gossip possibili, perché, scusate, uno come quello detto su, che inizia a convivere con un uomo – uomo che, nonostante si tratti di Shelock, non scappi a gambe levate – è ovvio che mi porti a pensare che ci sia qualcosa tra loro. Watson, del resto, è l’unico che continui a negare – ovviamente! – ; Sherlock se ne infischia, mentre la gente parla (scrive!) e commenta. Se conoscessi anche io due così, lo farei anche io.
Ebbene, qui, mi piace vedere questo dire/non dire, questo esserci/non esserci. L’hanno messo perché oggi è logico e perché piace. Non ho letto – almeno, io non ne ho trovati – commenti negativi su questo punto, nonostante hli pseudo-moralisti che circolano. Addirittura, la prima serie in italiano è stata tradotta fino in fondo, anche con i suoi riferimenti. La cosa mi ha lasciata sinceramente di stucco.

E ora, bon, attendiamo la terza serie. Che ci sarà, ‘sto bastardi l’hanno detto dopo 10 minuti dalla fine dell’ultimo episodio, nonostante per giorni hanno detto che no, non sarebbe stato possibile, visto cosa accadeva a Sherlock (e, per la verità, l’unica cosa che mi piacerebbe sapere adesso è: come diavolo ha fatto a salvarsi?! Era morto! conoscendo il canone, ho una vaga idea di come possa svilupparsi la puntata del ritorno e c’è anche parecchia carne al fuoco per il fatto che, ormai Sherlock è considerato da tutti un imbroglione). So che non sarà adesso, visti gli impegni dei due attori e degli stessi sceneggiatori. Ma io non ho fretta: preferisco che il prodotto arrivi tra un po’ e fatto bene, piuttosto che esca prima e sia una cagata colossale giusto per accontentare i fan. Conan Doyle, Holmes, e questa serie non lo meritano.

E, nel frattempo, dico a voi che passate di qui: se non l’avete fatto, vedetevi le prime due serie: se vi piace il genere, o vi piace Sherlock Holmes in generale, sono sicura che non vi lascerà per niente indifferenti!

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